Omicidio Nada Cella: cosa dice la sentenza che condanna Cecere e Soracco
- Postato il 15 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Dopo trent’anni una prima risposta, e una prima sentenza, sono arrivate: a colpire a morte Nada Cella, la 25enne chiavarese trovata in una pozza di sangue nello studio del commercialista Marco Soracco, in cui lavorava, è stata Annalucia Cecere.
La condanna per Annalucia Cecere
Lo ha messo nero su bianco il giudice Massimo Cusatti, presidente della Corte d’Assise di Genova, condannando Cecere, ex maestra oggi 56enne, a 24 anni di carcere per omicidio aggravato. I giudici hanno escluso l’aggravante della crudeltà ma riconosciuto quella dei futili motivi, e concesso le attenuanti generiche. Da qui la condanna a 24 anni, oltre al pagamento delle spese processuali.
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Cecere è stata anche interdetta dai pubblici uffici, e condannata a pagare una provvisionale alle parti civili: per la mamma di Nada, Silvana Smaniotto, 100mila euro, 50mila euro per la sorella Daniela e 20.000 euro per lo zio, Saverio Pelle.
La condanna per Marco Soracco
Marco Soracco, il datore di lavoro di Nada che, secondo l’accusa, avrebbe coperto Annalucia Cecere dopo l’omicidio in virtù del loro rapporto, è stato invece condannato a due anni (con sospensione della pena) per favoreggiamento in relazione “alla condotta relativa all’omettere di riferire alla polizia giudiziaria informazioni utili relative alle telefonate effettuate nel suo studio da Annalucia Cecere”. Assolto invece dall’accusa di favoreggiamento personale “perché il fatto non sussiste”.
La sentenza di primo grado stabilisce anche per lui una provvisionale alle parti civili: 10mila euro per Silvana Smaniotto e Daniela Cella, e 5.000 per lo zio Saverio Pelle. Entro 90 giorni verranno depositate le motivazioni.