Parco eolico di Isola del Cantone, il progetto definitivo: scambio di pale per “salvare il panorama”. Come cambierà lo skyline
- Postato il 21 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Con il deposito del progetto definitivo si delineano i contorni precisi del parco eolico denominato “Isola del Vento”, che dovrebbe sorgere sui monti alle spalle di Isola del Cantone. Il documento arriva a termine del percorso di revisione in sede di valutazione di impatto ambientale, recependo le diverse osservazioni arrivate dagli enti preposti in questi mesi, chiamati a valutare l’impatto di nuove pale su un crinale già destinato a cambiare volto.
Il cambiamento più significativo rispetto alle versioni precedenti riguarda l’assetto del layout. Dopo i rilievi di dettaglio e le osservazioni degli enti, il proponente ha dovuto rinunciare alla turbina denominata “AG07”. La sua posizione originale era stata individuata come eccessivamente critica per la visibilità dalla Cappella di Sant’Anna all’Alpe di Buffalora. Al suo posto, il progetto “recupera” la turbina “AG08”, precedentemente esclusa, ma ora riposizionata e “abbassata” altimetricamente nel tentativo di renderla il meno percepibile possibile dai siti storici e religiosi. Una mossa necessaria per superare i veti paesaggistici, ma che conferma quanto sia difficile armonizzare strutture di tali dimensioni con il profilo dell’Appennino.
Il territorio esprime da tempo preoccupazione per il cosiddetto “effetto selva”, ovvero il cumulo di turbine con altri impianti, in particolare con il parco eolico Popein, già approvato, con il quale “condivide” la numerazione degli aerogeneratori e che di fatto Isola del Vento ne è una prosecuzione, come evidenziato anche da Arpal. La relazione sugli impatti cumulativi conferma che “Isola del Vento” agirà in totale simbiosi con il vicino parco “Popein”. Se da un lato questa “linea di prosecuzione” evita la duplicazione di strade e cavidotti — appoggiandosi a infrastrutture già autorizzate nel 2024 — dall’altro trasforma di fatto il crinale in un unico, vasto polo energetico industriale. La condivisione dello stallo elettrico presso la cabina di Busalla e l’uso dei medesimi varchi di accesso da Voltaggio rendono i due parchi, tecnicamente, un solo grande intervento distribuito sulla montagna.
Le mitigazioni per avifauna e archeologia
Per mitigare i rischi legati alla collisione degli uccelli, amplificati dalla presenza di due impianti contigui, viene introdotta una soluzione tecnologica basata su radar 3D e intelligenza artificiale che dovrebbe, sulla carta, rallentare o fermare le turbine al passaggio di specie protette. Resta da capire quanto tale automazione possa realmente compensare l’alterazione delle rotte migratorie su un’area così vasta.
Parallelamente, la relazione archeologica getta una luce nuova sulla storia del crinale, classificando come “ad alto potenziale” le aree tra Cascina e Serre, dove i sentieri ricalcano itinerari medievali un tempo vitali per i commerci. Sebbene non siano stati rinvenuti reperti in superficie, la tutela di eventuali testimonianze del passato è affidata esclusivamente a una “sorveglianza in corso d’opera” con un archeologo che seguirà gli scavi per intervenire in caso di ritrovamenti.
Con la nota della Regione Liguria dello scorso 20 gennaio, l’iter entra ora in una fase decisiva. Il deposito dei documenti integrativi ha fatto scattare il “nuovo avvio della fase pubblica”: i cittadini, le associazioni e gli enti locali hanno ora hanno trenta giorni per consultare gli elaborati aggiornati e presentare eventuali osservazioni. Un ultimo passaggio di confronto prima che la conferenza dei servizi si esprima definitivamente su un progetto che continua a dividere l’opinione pubblica tra le ragioni della transizione energetica e quelle della conservazione del territorio.
In copertina la fotosimulazione delle pale sopra Isola del Cantone, viste dalla A7