Per soli 10 dollari di 150 anni fa il telefono non si chiama telettrofono

  • Postato il 14 febbraio 2026
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  • Di Agi.it
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Per soli 10 dollari di 150 anni fa il telefono non si chiama telettrofono

AGI - La richiesta di brevetto del telefono viene presentata il 14 febbraio 1876 dall’avvocato di Graham Bell, e il deposito è del 7 marzo con l’attribuzione della paternità dell’invenzione con numero 174.465. Per l’umanità si schiudeva l’era delle comunicazioni in voce. Ma non sempre le grandi invenzioni procedono in maniera lineare.

Il 28 dicembre 1871 l’italiano Antonio Meucci (1808-1889) aveva depositato un caveat, ovvero un pre-brevetto, rinnovato solo per qualche anno pagando la quota di 10 dollari, che valevano la primogenitura dell’apparecchio di trasmissione dei suoni tramite ondulazioni elettriche al quale aveva dato il nome di telettrofono. La diatriba sulla paternità dell’invenzione si sarebbe protratta fino al 2002, e forse non è ancora chiusa, dopo un secolo e mezzo 

A Cuba i primi esperimenti sulla trasmissione del suono

Il fiorentino Meucci aveva lasciato l’Italia assieme al personale del teatro dell’opera ingaggiato dal Teatro Principal dell’Avana, a Cuba. Aveva studiato arte, si era appassionato alla scienza, aveva avuto diversi problemi con la giustizia per motivi che oggi farebbero sorridere, cercava l’occasione della sua vita lontano dal Granducato di Toscana dopo alcune infelici esperienze durante i moti carbonari del 1830-’31 che lo porteranno a doversi imbarcare sfuggendo ai controlli di polizia.

A Cuba, dove sarebbe rimasto una quindicina d’anni, attorno a lui si sarebbe consolidata la fama di inventore, e a lui si doveva l’introduzione della galvanostegia nelle Americhe. Qui, entrato in contatto tramite alcuni amici con le teorie del medico austriaco Franz Anton Mesmer (1734-1815), iniziò a condurre nel periodo 1849-’50 studi di elettroterapia per apportare sollievo a pazienti affetti da reumatismi. Il caso ci aveva messo di suo quando uno di questi aveva emesso un grido di dolore per l’impulso elettrico dell’apparecchiatura che il fiorentino aveva approntato, suono che Meucci aveva distintamente ascoltato attraverso lo strumento che stava utilizzando in un’altra stanza.

La domanda di caveat del 1871 rinnovata solo per due anni

Nel 1850, scaduto il contratto con il teatro dell’Avana, non seguì la compagnia negli Usa perché era morta la figlioletta di sei anni, ma il I maggio raggiunse New York dove gli amici gli avevano suggerito che c’erano più possibilità di fare fortuna, e prese alloggio a Clifton, nella contea newyorkese di Staten Island, dove aprì una fabbrica di candele nella quale lavorerà anche Giuseppe Garibaldi che era stato da lui accolto e ospitato. Gli affari stranamente non andarono bene, e non andrà bene neppure la riconversione a fabbrica di birra.

Dal 1854 la moglie Maria Matilde Esterre Mochi, sposata nel 1834, era allettata a causa dell’artrite reumatoide, dalla quale non si riprenderà mai, e Meucci si ricordò degli esperimenti a Cuba per realizzare un collegamento vocale diretto tra il suo ufficio-laboratorio esterno e la camera dell’inferma, perfezionando quello che chiamava utensile e realizzando addirittura una rete di telettrofori.

Ma gli affari andavano talmente male che la casa venne messa all’asta nel 1861 e solo la generosa disponibilità del nuovo acquirente consentì che la coppia rimanesse a vivere lì. Nel 1871 si decise a depositare il brevetto, ma le sue condizioni economiche precarie gli impedivano di versare i 250 dollari necessari, e allora si limitò al caveat che ne costava solo 10, ma andava rinnovato annualmente. Ottenne così nel 1871, la domanda 3335, confermata pure nel 1872 e nel 1873. Due settimane prima, con altri tre italiani, aveva pure fondato la Telettrofono Co. 

Il contatto con l’American District Telegraph e i progetti andati “smarriti” 

Ma era accaduto che, in attesa di avere il danaro necessario per ottenere il brevetto, nel 1872 si era rivolto all’American District Telegraph Co., portando con sé il prototipo e i disegni, affinché gli concedessero l’uso delle linee telegrafiche per la sperimentazione. Di questo aveva parlato con uno dei due consulenti della società, lo scozzese Alexander Graham Bell (1847-1922), confidando nell’aiuto economico che gli era stato più volte promesso, ma mai arrivato.

Per di più in seguito, quando aveva preteso insistentemente la restituzione dei disegni, alla fine gli era stato risposto che il laboratorio affiliato Western Union li aveva smarriti. Non appena seppe che Bell aveva registrato nel 1876 il brevetto del telefono, rimasto scoperto dalla fine del 1874, Meucci andò su tutte le furie, e percorse ogni possibile via legale per avere ragione, e molti nell’opinione pubblica gliela riconoscevano.

Gli stessi giornali americani si battevano per i suoi diritti, che poi erano quelli della Globe Telephone che li aveva acquisiti il 28 settembre 1885 chiedendo l’intervento del procuratore generale degli Usa. La Bell Telephone Co. neanche due mesi dopo citò la Globe e lo stesso Meucci, innescando un lungo braccio di ferro giudiziario con ben tre processi dai costi enormi e provvedimenti contrastanti, anche perché Meucci non poteva produrre la documentazione che si sosteneva fosse andata perduta. La morte dell’italiano contribuì a far sì che il processo “Stati Uniti contro Bell”, che costava molto ai contribuenti americani, venisse definitivamente chiuso nel 1897. 

"Carriera straordinaria e tragica" secondo la risoluzione della Camera degli Usa

Le fortune economiche della Bell sono entrate nella storia di pari passo alla sfortuna di Meucci. Nella risoluzione 269 dell’11 giugno 2002 della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti si è chiesto di riconoscere (con formula controversa si scrive di "contributo" all’invenzione) il ruolo di Meucci: "grande inventore italiano, ha avuto una carriera che era al tempo stesso straordinaria e tragica", ricordando che per un periodo aveva dovuto sopravvivere grazie all’assistenza pubblica non potendo rinnovare il caveat nel 1874.

"Nel marzo 1876 ad Alexander Graham Bell, che ha condotto gli esperimenti nello stesso laboratorio dove erano stati conservati materiali di Meucci, è stato rilasciato un brevetto ed è stata successivamente attribuita l’invenzione del telefono", poi annullato il 13 gennaio 1887 per "frode e false dichiarazioni, un caso che la Corte Suprema ha trovato valido e ha rinviato a giudizio. (…) Se Meucci fosse stato in grado di pagare la tassa di 275 $ e mantenere il caveat dopo il 1874 nessun brevetto avrebbe potuto essere rilasciato". 

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Autore
Agi.it

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