Porto di Savona-Vado: vigilare sugli investimenti, che non devono essere solo su Genova

  • Postato il 29 marzo 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Piattaforma Vado Terminal

Savona. Tutto ciò che riguarda il porto di Savona-Vado deve sempre essere seguito con la massima attenzione. Ormai persa la battaglia della fusione con Genova, in parte compensata dalle attenzioni del presidente dell’Autorità Portuale Matteo Paroli verso i nostri scali, e soprattutto della conferma di Paolo Canavese alla direzione dell’Ufficio territoriale di Savona, l’attenzione è rivolta alle conseguenze della guerra e, negli ultimi giorni, a una presa di posizione dei presidenti ligure Bucci e piemontese Cirio, sulla necessità che il Piemonte sia rappresentato nella governance dell’Autorità.

Cominciamo da quest’ultimo aspetto. Oggi come oggi le disposizioni di legge non consentono che il Piemonte possa avere un rappresentante nell’Autorità, e neppure, almeno per ora, si va in questa direzione con la legge di revisione in corso.

Sarebbe invece opportuna una più stretta collaborazione, anche se non formalmente sancita, tra Liguria e Piemonte? La risposta è sì, diremmo ovviamente, perché i porti interagiscono nell’entroterra, le due regioni hanno obiettivi comuni e gran parte dello sviluppo degli scali passa attraverso il potenziamento di strade e ferrovie.

Ci sono obiettivi noti nel medio-lungo periodo e altri più urgenti, come aumentare a 600 metri la lunghezza dei convogli in uscita dai porti in direzione della Savona-Torino, di cui si è parlato in questi giorni in un incontro con le Ferrovie. Sembra quasi un dettaglio, ma non lo è, come ben sanno gli addetti ai lavori. Senza contare che si parla molto della Gronda di Genova (come sempre quando sono in gioco gli interessi del capoluogo), ma nella stessa partita vanno inserite le necessità di Savona. A questo proposito va sottolineato che la nuova legge nazionale di bilancio sembra non aver previsto il fondo sui contributi per l’aumento delle materie prime, che graveranno quindi sulle stazioni appaltanti, anche in questo caso col rischio che le grandi opere genovesi penalizzino quelle savonesi.

Capitolo conseguenze della guerra. La piattaforma di Vado (che pochi giorni fa ha perso servizio West Africa, circa 4500 container a settimana) è ovviamente in grande sofferenza per i prodotti petroliferi, con le nuove rotte delle petroliere, ma anche per l’agroalimentare e gli altri traffici. Nessuno sa quanto durerà ancora la guerra, e l’incertezza è forse la peggior nemica, con un possibile impatto anche sull’occupazione.

Finiamo da dove abbiamo cominciato, cioè dalla fusione con Genova, i cui danni sono sempre stati perfettamente delineati da Rino Canavese. Una fusione voluta da esponenti del Partito Democratico, tanto per essere chiari, che purtroppo ormai va governata, ma mai dimenticata.

Autore
Il Vostro Giornale

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