Processo “Petrolmafie-Dedalo”, assolto l’ex presidente della Provincia, Solano

  • Postato il 10 marzo 2026
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Processo “Petrolmafie-Dedalo”, assolto l’ex presidente della Provincia, Solano

Si conclude anche li secondo grado di giudizio del processo “Petrolmafie-Dedalo” sul business dei carburanti manovrato, secondo la Dda di Catanzaro, dai clan del Vibonese: la Corte d’Appello ha emesso la sentenza con numerose rideterminazioni delle pene, ma con la tenuta dell’impianto accusatorio. Tra gli assolti invece l’ex presidente della Provincia di Vibo Salvatore Solano


VIBO VALENTIA – Arriva la sentenza di Appello del processo “Petrolmafie-Dedalo” avente ad oggetto il presunto traffico dei carburanti movimentato, secondo la Dda, dai clan del Vibonese, il cui verdetto di primo grado avvenuto a dicembre del 2023.

La Corte presieduta dal giudice Roberta Carotenuto (Giovanna Mastroianni e Carmela Tedesco, consiglieri) ha riformato la pena inflitta nel precedente giudizio per buona parte delle persone, anche se nella quasi totalità si tratta di ribassi minimi.

PROCESSO PETROLMAFIE: LA SENTENZA CON LE CONDANNE D’APPELLO

Le condanne, con assoluzioni solo parziali, riguardano la stragrande maggioranza degli imputati per i quali restano in piedi altri reati ma la cui pena viene ridotta, in alcuni casi anche sensibilmente, come ad esempio per Giuseppe D’Amico che passa da 30 anni a 16.
Gli altri imputati condannati sono i seguenti (tra parentesi la pena inflitta in primo grado):

  • Anna Bettozzi condannata 4 anni e 2 mesi di reclusione (6 anni e 1);
  • Felice D’Agostino a 3 anni e 9 mesi (6 anni e 1 mese);
  • Antonio D’Amico 15 anni di reclusione (18 e 10 mesi);
  • Virginia Di Cesare 3 anni e 9 mesi (4 anni e 7mesi);
  • Sebastiano Foti a un anno e 10 mesi (4 anni e 5 mesi);
  • Paolo Lipari a 1 anno e 8 mesi (3 anni e 3 mesi);
  • Silvana Mancuso a 11 anni di reclusione (12 anni e 2 mesi);
  • Francesco Monteleone a 2 anni (2 anni e 6 mesi);
  • Nazzareno Matina 1 anno e 8 mesi (2 anni e 10 mesi);
  • Petyo Zhelev Petkov a un anno e 8 mesi (2 anni e 10 mesi);
  • Antonio Prenesti a 12 anni e 6 mesi (15 anni);
  • Giuseppe Ruccella 10 anni e 6 mesi (12 anni e 1 mese);
  • Francescantonio Tedesco a 10 anni (10 anni e 1 mese);
  • Giuseppe Terranova a 7 anni di reclusione (12 anni e 9 mesi);
  • Roberto Trovato a 1 anno e 6 mesi (4 anni).

Confermata poi la sentenza di primo grado nei confronti di:

  • Benedetto Avvinto (3 anni e 5 mesi)
  • Francesco D’Angelo (10 anni)
  • Gennaro Gravino (3 anni e 10 mesi)
  • Ernesto Tortora (2 anni e 4 mesi)
  • Rosamaria Pugliese (7 anni).

TRA LE ASSOLUZIONI QUELLA DI SALVATORE SOLANO

Assoluzione e/o non doversi procedere per precedente giudicato (ne bis in idem) per

  • Salvatore Solano, accusato di corruzione elettorale (1 anno in primo grado);
  • Carmelo Fabbretti (2 anni e 2 mesi in primo grado);
  • Giuseppe Fasulo (5 anni in primo grado),
  • Salvino Frazzero (assolto in primo grado);
  • Cesare Nicola Limardo (3 anni in primo grado);
  • Emanuela Scevola (assolta in primo grado).

Confermata, infine, la sentenza di primo grado, e quindi le assoluzioni, per:

  • Aber Emanuel Fernando Assunto (assolto)
  • Roberto Aguì (assolto)
  • Pietro Bonanno (assolto)
  • Vincenzo Campajola (assolto)
  • Isaia Angelo Capria assolto)
  • Gaetano Del Vecchio (assolto)
  • Antonio Francolino (assolto)
  • Sebastiano Lo Torto (assolto)
  • Luciano Morabito (assolto)
  • Irina Paduret (assolta)
  • Francesco Saverio Porretta (assolto)
  • Rosario Cristian Santoro (assolto)
  • Rachid Totss (assolto).

LA REFUSIONE DELLE SPESE ALLE PARTI CIVILI

La Corte ha poi condannato i due fratelli D’Amico, D’Angelo, Mancuso, Prenesti, Pugliese e Tedesco alla rifusione in solido delle spese del presente grado di giudizio in favore del Comune di Limbadi, della Provincia di Vibo Valentia e del Comune di Vibo, che liquida in complessivi 2.000 euro per ciascuna, oltre Iva e Cpa come per legge e spese generali nella misura del 15%. Stessa decisione per i primi sette più Ruccella in favore del Comune di Sant’Onofrio (stessa cifra).

Infine condanna per Antonio D’Amico, Ruccella, Tedesco a rifondere le spese del presente grado di giudizio in favore delle parti civili Cooper. Po.Ro . Edile società cooperativa, associazione Antiraket e Antiusura della Provincia di Vibo Valentia (medesima cifra). Revocata infine la  la confisca delle quote delle società Dmt  Petroli Srl e Hall House Srl, nonché degli immobili di Giuseppe D’Amico e Silvana Mancuso.

LE ACCUSE A VARIO TITOLO

Al centro dell’inchiesta, il business dell’illecita commercializzazione di carburanti e del riciclaggio per milioni di euro in società petrolifere intestate a prestanome. In questo filone, le persone a processo sono accusate, a vario titolo, per associazione di stampo mafioso, associazione per delinquere finalizzata a commettere delitti di estorsioni, riciclaggio, reimpiego di denaro di provenienza illecita in attività economiche, intestazione fittizia di beni, evasione delle imposte e delle accise anche mediante emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti (Foi), contraffazione ed utilizzazione di documenti di accompagnamento semplificati (Das); delitti aggravati dall’essere stati commessi al fine di agevolare le associazioni ’ndranghetistiche attive sul territorio calabrese.

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