Riaperto il Museo archeologico di Capo Colonna dopo la riqualificazione

  • Postato il 11 marzo 2026
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Riaperto il Museo archeologico di Capo Colonna dopo la riqualificazione

Riaperto il museo archeologico di Capo Colonna dopo la riqualificazione con fondi del Pnrr e ministeriali con un percorso più inclusivo


È stato riaperto ufficialmente alle 12 il Museo archeologico nazionale di Capo Colonna, dopo un articolato intervento di riqualificazione che ha interessato uno dei luoghi simbolo del patrimonio culturale crotonese. Quella di questa mattina è stata, in realtà, un’apertura riservata alle autorità e alla stampa, una sorta di anteprima istituzionale in attesa del taglio del nastro per cittadini e turisti, fissato per oggi alle 16.30 con un’apertura straordinaria dei nuovi spazi espositivi.

Un “nuovo museo” grazie ai fondi Pnrr

Nel corso della conferenza stampa di presentazione, coordinata da Filippo Demma, direttore dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari, è stato ricordato che la riqualificazione è stata resa possibile grazie ai fondi del Pnrr, potenziati da ulteriori risorse statali messe a disposizione dal Ministero della Cultura. Non si tratta, hanno più volte ribadito, di un semplice maquillage dell’edificio, ma della nascita di un vero e proprio “nuovo museo”: un hub moderno, sostenibile e inclusivo, progettato per dialogare con il pubblico contemporaneo e con le nuove generazioni. Demma ha anche annunciato che a breve partiranno i lavori per la riqualificazione del Museo archeologico nazionale di Crotone, nel centro città, anch’esso destinato a un completo riallestimento.

Museo archeologico di Capo Colonna tra accessibilità e innovazione tecnologica

Alla cerimonia è intervenuto anche Massimo Osanna, direttore generale Musei del Ministero della Cultura, che ha sottolineato come l’intero progetto abbia seguito le linee guida ministeriali sull’accessibilità cognitiva e fisica, con l’obiettivo di garantire un museo davvero “per tutti”: persone con disabilità, famiglie con bambini, anziani e visitatori stranieri. Gli interventi hanno riguardato un riallestimento integrale degli spazi: pannelli touch interattivi, audioguide multilingue, percorsi tattili per non vedenti, rampe e ascensori per l’eliminazione delle barriere architettoniche, sistemi di videosorveglianza smart e nuovi impianti di climatizzazione per preservare al meglio i reperti archeologici.

Laboratori, mostre e narrazione del santuario di Hera

La riqualificazione ha previsto anche la creazione di ambienti dedicati ai laboratori didattici per le scuole, di sale studio per ricercatori e studiosi e di spazi multifunzionali che in futuro ospiteranno mostre temporanee, conferenze, presentazioni di libri e workshop. L’idea è quella di trasformare il museo in un centro pulsante di vita culturale aperto al territorio. Il nuovo percorso espositivo racconta la storia di Capo Colonna – dal VI secolo a.C. al saccheggio borbonico – attraverso statue, ceramiche, offerte votive e materiali d’archivio, tutti contestualizzati grazie a proiezioni 3D, ricostruzioni virtuali e contenuti in realtà aumentata che permettono di immergersi nella vita dell’antico santuario di Hera Lacinia.

Visita inaugurale al Museo archeologico di Capo Colonna e sinergia istituzionale

Le autorità presenti hanno potuto sperimentare una visita immersiva guidata sul tema “Vita nel santuario di Hera”, con suggestive proiezioni dedicate al mito della dea e alla funzione religiosa e politica del sito in età magnogreca. Il museo adotterà orari ampliati: dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19, con estensione fino alle 22 nel periodo estivo, biglietteria online per evitare code e riduzioni specifiche per residenti, famiglie e gruppi scolastici.

Alla conferenza hanno preso parte anche il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, e il presidente della Provincia, Fabio Manica, che hanno sottolineato l’importanza strategica del sito per l’immagine della città e per lo sviluppo turistico dell’intero territorio. Presenti inoltre la soprintendente Stefania Argenti, i rappresentanti dei Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale e Santo Vazzano, presidente di Jobel, realtà che ha  in cogestione il museo. Una rete istituzionale ampia che, come evidenziato da tutti, è stata decisiva per riportare Capo Colonna al centro della scena culturale nazionale.

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