Rolli Days, edizione speciale per i 20 anni Unesco: apre la grotta “segreta” di Villa Parisi Doria
- Postato il 12 marzo 2026
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- Di Genova24
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Genova. Con la primavera 2026 tornano i Rolli Days, un appuntamento ormai manifesto dell’offerta culturale genovese con cui quest’anno si celebrano anche i 20 anni dell’iscrizione dei prestigiosi palazzi nobiliari nell’elenco del patrimonio Unesco.
L’appuntamento è per il 27, 28 e 29 marzo per un viaggio attraverso i principali palazzi aristocratici cittadini del periodo compreso tra il ’500 e il ‘700. Ad accompagnare i visitatori saranno 102 giovani divulgatori scientifici provenienti da tutta Italia (oltre il 40% è di fuori regione): a loro il compito di svelare i segreti dei Rolli, intrecciando nel loro racconto architettura, storia dell’arte, diplomazia, economia e vita quotidiana.
“Condividere è proteggere”, il tema dell’edizione 2026 dei Rolli Days
Il tema di quest’anno è “Condividere è proteggere”, una scelta che mette al centro la necessità di aprire il patrimonio culturale al mondo e così facendo assumersene la responsabilità e tutelarlo: “Condividere significa non tenere tutto per noi – ha sottolineato l’assessore alla cultura del Comune di Genova, Giacomo Montanari – ma significa anche responsabilità, una parola che nel mondo della cultura si usa troppo poco”.
Proprio per questo, oltre ai palazzi situati nelle principali arterie del centro, si è scelto di coinvolgere ville fuori dal centro, oltre ai siti del centro storico, tra cui Palazzo Brancaleone Grillo in vico Mele 6, Palazzo Bernardo e Giuseppe de Franchi in piazza della Posta Vecchia 2, Palazzo Domenico Grillo in piazza delle Vigne 3. E ci sono due novità, una prevista, l’altra inaspettata.
A Villa Parisi Doria per la prima volta l’apertura di una grotta polimaterica
“Per la prima volta apriremo una una grotta polimaterica in un giardino di villa. A Genova ne rimangono cinque – spiega Montanari – nelle altre edizioni abbiamo lanciato delle call per cercare di sensibilizzare sulla loro conservazione, e questa volta riusciamo ad aprire al pubblico quella di Villa Parisi Doria a Sampierdarena”.
Si tratta della grotta Doria Pavese, uno degli esempi più fini delle tradizionali decorazioni di ville e giardini genovesi. La grotta è stata resa visitabile a seguito dell’intervento del ministero della Cultura per i lavori di restauro e per l’eliminazione delle cause di degrado, grazie al progetto pilota nato dalla collaborazione tra la Soprintendenza, l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e la proprietà del bene, con la partecipazione dell’Università di Genova.
Nella badia di Sant’Andrea i rilievi di Bertel Thorvaldsen, “alter ego” di Canova
La seconda novità dei Rolli Days 2026 è l’apertura della sede scelta dal Genoa per la sua Academy femminile, la Badia di Sant’Andrea di Cornigliano, e una scoperta fatta al suo interno: “Condividendo le foto da storici dell’arte con Serena Bertolucci (ex direttrice di Palazzo Ducale, ndr), lei ha scoperto che in questa villa ci sono dei rilievi che derivano dal grande scultore neoclassico Bertel Thorvaldsen, che è stato l’alter ego di Antonio Canova. Tutte le volte che si apre qualcosa per i Rolli si aumenta la conoscenza della città e la la ricchezza data ai cittadini”.
Anche il calendario degli eventi collaterali è particolarmente ricco. Tornano i Palazzi in Luce: nella serata di venerdì 27 e sabato 28 marzo, dall’ora del tramonto fino alla mezzanotte, i palazzi che si affacciano su piazza della Meridiana, via Garibaldi e piazza Fontane Marose apriranno le loro grandi finestre e accenderanno le luci che illumineranno piani nobili, affreschi e vedute interne, offrendo una visione d’insieme degli ambienti affacciati sulla strada. Proprio alla loro ideatrice, Giovanna Rotondi Terminiello, sono dedicati i Rolli.
Salis: “Con i Rolli Days 2026 celebriamo un patrimonio profondamente civico”
“I Rolli Days rappresentano uno dei momenti più significativi, attraverso cui Genova racconta sé stessa al mondo – ha detto la sindaca Silvia Salis – nel ventennale del riconoscimento Unesco delle Strade Nuove e del sistema dei Palazzi dei Rolli, celebriamo un patrimonio architettonico, artistico e profondamente civico: una storia di apertura, di relazioni internazionali e di cultura che continua a vivere nel presente. Questo nuovo appuntamento con i Rolli Days ci dimostra ancora una volta come la cultura possa diventare un motore di partecipazione, conoscenza e attrattività, capace di coinvolgere cittadini, studenti e visitatori in un racconto della nostra identità. Continuare a investire nella tutela e nella valorizzazione dei Rolli significa rafforzare il legame tra Genova e la sua storia, rendendo questo patrimonio sempre più accessibile e vivo per le nuove generazioni, proiettandolo nel futuro”.
“I Rolli Days sono oggi uno degli appuntamenti più riconosciuti e apprezzati dell’offerta turistico/culturale di Genova, e diventano anche un’occasione per rafforzare il posizionamento internazionale della città e per invitare un pubblico sempre più ampio a scoprire non solo i palazzi delle Strade Nuove, ma anche ville, giardini e luoghi meno conosciuti del nostro territorio – aggiunge l’assessora al Turismo Tiziana Beghin – Cultura e turismo qui si incontrano in modo naturale: valorizzare il patrimonio significa creare esperienze autentiche e sostenibili, capaci di generare ricadute positive per tutta la città”.
«Vent’anni dal riconoscimento Unesco rappresentano un traguardo importante – conclude Maurizio Caviglia, segretario generale di Camera di Commercio – In questo filone si inserisce bene la mostra L’accoglienza a Genova e il sistema dei Rolli, in corso presso l’Archivio di Stato di Genova, che espone documenti originali capaci di raccontare come funzionava il sistema con cui la Repubblica ospitava ambasciatori, sovrani e personalità illustri nelle dimore dell’aristocrazia cittadina. I Rolli, insomma, non sono solo palazzi, ma un racconto vivo di imprese, diplomazia, relazioni internazionali, la testimonianza di una città che ha saputo coniugare bellezza e capacità economica e che nel 2028 celebrerà i 500 anni dalla nascita della Repubblica ad opera di Andrea Doria”.