Sanremo 2026, le pagelle dopo gli ascolti dei brani in anteprima
- Postato il 26 gennaio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Sanremo 2026, le pagelle dopo gli ascolti dei brani in anteprima

Abbiamo ascoltato in anteprima i brani in gara al Festival di Sanremo 2026: un ritorno alle origini e nessuno osa davvero; Ecco le pagelle dopo gli ascolti
È un Festival di Sanremo che torna alle origini e che nel 2026 propone brani in gara che non stupiscono più di tanto. Ieri mattina i giornalisti hanno avuto modo di ascoltare in anteprima i brani che parteciperanno alla 76esima edizione del Festival. Contemporaneamente dagli studi Rai di via Teulada a Roma e di corso Sempione a Milano, critici e addetti ai lavori hanno avuto modo di farsi una prima idea sulle canzoni che tra un mese ascolteremo dal vivo sul palco dell’Ariston.
Sin da subito la situazione è chiara: si torna alla classica canzone d’amore o dell’amore finito male. Predominano le ballad, ce ne sono tante, forse troppe. Ma non è solo questo a non entusiasmare: la maggior parte degli artisti non osano. A parte qualche eccezione. Come Malika Ayane, ad esempio, che vedremo in una veste musicale diversa rispetto a quella alla quale ci ha abituato e che le sta davvero bene. J-Ax poco si discosta dal solito Ax ma stavolta sorprende con una versione country di se stesso. E la novità del country a Sanremo, in una situazione forse troppo piatta, dai primi ascolti, non può che fare piacere.
Serena Brancale torna sul palco dell’Ariston per come si era fatta conoscere, con la sua voce impeccabile e (finalmente) abbandona il tormentone. Ma di tormentoni ce ne sono parecchi, forse pure troppi, come forse troppa è la quota reggaeton.
Sebbene ci sia qualche sprazzo di schitarrate più aggressive e un vago sentore di rock and roll, il rock puro e tantomeno il punk sono completamente assenti. Potevamo confidare nelle Bambole di pezza ma anche loro hanno deciso di non osare. Peccato.
Tra quelli che non osano ci sono Dargen D’amico o Tommaso Paradiso. Brani belli, orecchiabili, che rimarranno nelle classifiche sicuramente ma che non portano a Sanremo nulla di nuovo se non quello che già conoscevamo.
Nonostante le ballad siano predominanti, sarà anche un festival da ballare. E nonostante abbia il sapore di un ritorno alle origini, non punta sul rigore delle canzoni ma lascia anche spazio alla quota trash ben rappresentata da Sal Da Vinci ed Elettra Lamborghini.
ARISA -Magica Favola
LO annuncia nel titolo, una canzone che rimanda a sonorità fiabesche. Tra le voci più belle in Italia non si smentisce neanche stavolta ma il brano non la valorizza. Racconta di sé con onestà. VOTO: 7
BAMBOLE DI PEZZA – Resta con me
POTEVANO portare a Sanremo il punk che manca sempre, invece non stupiscono con una classica ballad rock che risuona come qualcosa di già sentito. Avrebbero potuto fare di meglio. VOTO: 6 –
CHIELLO – Ti penso sempre
UN po’ di velato rock and roll sul palco dell’Ariston, inaspettatamente da un artista urban. Comunque niente di nuovo ed entusiasmante. VOTO: 5
DARGEN D’AMICO – Ai Ai
DARGEN fa Dargen. Ancora una volta un brano travestito da tormentone che custodisce un testo che fa riflettere. Si parla di intelligenza artificiale. Con lui si balla senza spegnere il cervello. VOTO 8
DITONELLAPIAGA – Che fastidio!
TESTO ironico, sarcastico, un up tempo elettronico con un colpo di scena che ci porta per un attimo in Brasile. Orecchiabile, ballabile, simpatico. Ditonellapiaga colpisce, stupisce, diversifica. VOTO: 9
EDDIE BROCK – Avvoltoi
LA classica canzone sanremese. Una ballad quasi rock semplice ma non scontata. Un po’ di cantautorato con un ritornello che rimane in testa. La classica canzone d’amore post storia d’amore. VOTO: 7+
ELETTRA LAMBORGHINI – Voilà
LASCIA il reggaeton e passa alla dance. Cita nessun dorma e e la Carrà ma il brano non vale. Il testo non è un testo, la musica nulla di eccezionale. Sul tagadà al luna park potrebbe andar bene. VOTO: 4
ENRICO NIGIOTTI – Ogni volta che non so volare
UN’ALTRA ballad, un altro bel pezzo ma nulla di originale. Tra gli autori del testo compare anche Pacifico, valore aggiunto alla già bella scrittura di Nigiotti. VOTO: 7
ERMAL META – Stellina Stellina
L’ARRANGIAMENTO ci porta in Medio Oriente e ben si sposa con il significato del testo. Parte con una filastrocca e fa riflettere sul tema attuale della guerra. È un Ermal diverso dal solito. VOTO: 7
FEDEZ E MASINI – Male necessario
L’IDENTITÀ di ognuno rimane forte e marcata; la coppia funziona, ne avevano dato prova lo scorso anno. Testo intenso e intimo. Il brano resta sospeso, come se non ci fosse il colpo di scena. VOTO: 8 –
FRANCESCO RENGA – Il meglio di me
PROTAGONISTA è la voce di Renga ma il brano rasenta il livello karaoke. Sonorità diverse dal solito per lui, attuali, ma non lo si può definire moderno. Il brano è bello ma non balla, non più di tanto. VOTO: 6
FULMINACCI – Stupida fortuna
L’IMPRONTA Fulminacci è evidente. È lui, niente più niente meno di quello che potevamo aspettarci. Brano bello, orecchiabile, la quota indie pop (neppure tanto indie) che serviva. VOTO 7
LDA & AKA 7EVEN – Poesie clandestine
TESTO banale. Un altro ritmo latino da conservarci per l’estate. L’ennesimo in questo Festival. Col napoletano nel testo anche quest’anno siamo a posto. VOTO: 5
LEO GASSMANN – Naturale
LEO ci riprova ma non siamo sicuri ci possa riuscire, neppure stavolta. Una ballad d’amore, bella ma scontata. Nulla di eclatante. Confidiamo nell’interpretazione, quella di certo non gli manca. VOTO: 7 –
LEVANTE – Sei tu
UNA ballad suggestiva ed emozionante. Scritta e composta dalla stessa Levante. L’unico brano con un unico autore, già per questo va premiato. Bel testo, predomina la voce su un pianoforte delicato. VOTO: 8
LUCHE’ – Labirinto
NULLA di diverso dalla solita ballad rap di Luché. Inaspettatamente niente napoletano nel testo. La quota rap del Festival ce la siamo assicurata ma nulla di entusiasmante. VOTO: 5
MALIKA AYANE – Animali notturni
LA vera sorpresa di questo Festival. Un up tempo su sonorità anni 70 e 80. Quasi inaspettato rispetto ai brani di Malika. Orecchiabile, allegra, fresca. Farà ballare. VOTO: 9
MARA SATTEI – Le cose che non sai di me
UN’ALTRA ballad, un’altra cazone tipica sanremese. Arrangiamento niente male, il tipico pop orecchiabile. Una canzone d’amore che sa di altri tempi. VOTO: 7
MARIA ANTONIETTA & COLOMBRE – La felicità e basta
DISCO dance anni 80, pezzo allegro e mette felicità. D’altronde, “La felicità e basta”. Forse Conti sentiva la mancanza dei Coma Cose in questo festival. VOTO: 6
MICHELE BRAVI – Prima o poi
UNA ballad romantica che ancora una volta racconta di un amore finito e di una delusione d’amore mai superata. La voce di Michele Bravi come sempre crea suggestioni. VOTO: 8 –
NAYT – Prima che
UN rap romantico e autobiografico. Credibile. Quello che ci aspettavamo da Nayt anche se, avrebbe potuto osare un po’ di più. Intimità nel testo e nella musica che ben si sposano tra loro. VOTO: 6
PATTY PRAVO – Opera
MUSICA suggestiva. L’orchestra domina e Patty Pravo si riconferma un’opera d’arte. Al testo anche la firma di Giovanni Caccamo. Il brano giusto per una signora della musica al Festival. VOTO: 9
RAF – Ora e per sempre
L’ENNESIMA ballad di questo Sanremo. Bel pezzo ma qualcosa di già sentito o che avrebbe avuto molto più successo ai tempo di “Cosa resterà di quegli anni 80”. VOTO: 6
SAL DA VINCI – Per sempre si
UNA canzone d’amore allegra. Ha creato il tormentone estivo anche per il 2026. Sicuramente orecchiabile, rimane in testa. Ottima anche per le proposte di matrimonio teatrali su TikTok. VOTO 6
SAMURAI JAY – Ossessione
LA quota reggaeton arriva anche con Samurai Jay. Sicuramente ballabile e allegra ma ideale per un happy hour in spiaggia questa estate. Poteva fare di meglio. VOTO: 5
SAIF – Tu mi piaci tanto
SI autodefinisce una canzonetta, in realtà è un testo che fa riflettere su una musica dalle sonorità gitane. Ritmata e coinvolgente, canta la generazione di oggi. VOTO: 7
SERENA BRANCALE – Qui con me
Testo emozionante. Musica suggestiva. Voce impeccabile. Serena Brancale torna alle origini con un brano intimo che commuove. Perfetto per questo Festival che potrebbe persino vincere. VOTO: 9 e ½
TOMMASO PARADISO – I romantici
LA classica ballad suggestiva di Tommaso Paradiso, quello che gli riesce meglio. La canzone d’amore dedicata agli innamorati. Nulla di nuovo ma bella. Il pop di Paradiso che ci aspettavamo. VOTO: 7
TREDICI PIETRO – Uomo che cade
MESCOLA il rap anni 90 ad un ritornello pop orecchiabile. La furbata di Tredici Pietro potrebbe essere la mossa giusta per farsi conoscere al grande pubblico. VOTO: 7 –
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Sanremo 2026, le pagelle dopo gli ascolti dei brani in anteprima