Sotto l’Antartide c’è un intero mondo nascosto: la scoperta che cambia tutto
- Postato il 27 gennaio 2026
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- Di SiViaggia.it
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Per decenni l’Antartide è stata raccontata come un’immensa distesa bianca, un continente ridotto a superficie, ghiaccio e silenzio. Eppure, sotto quei oltre quattro chilometri di calotta glaciale, esiste un paesaggio complesso, scolpito e sorprendentemente vario, che fino a oggi era rimasto in gran parte invisibile. Paradossalmente, anche se sembra assurdo, conoscevamo meglio la topografia di Marte che quella del suolo antartico! Ora questa sproporzione comincia a ridursi e grazie a una nuova mappa ad altissima risoluzione della topografia nascosta sotto i ghiacci, l’Antartide smette di essere una macchia bianca e rivela colline, creste, valli profonde e canyon che finora erano solo ipotesi nei modelli scientifici.
Antartide nascosta: cosa rivela la nuova mappa
Lo studio, pubblicato su Science, è stato condotto da un team internazionale guidato dalla glaciologa Helen Ockenden dell’Università di Grenoble-Alpes e dal professor Robert Bingham dell’Università di Edimburgo. Il salto di qualità non sta solo nei dati utilizzati, ma nel metodo: satelliti ad alta risoluzione combinati con modelli fisici che analizzano il movimento e la deformazione dei ghiacciai. Il nuovo approccio ha permesso di osservare come l’intera calotta si muove, rallenta, accelera o si deforma e da questi comportamenti ha dedotto la forma del terreno sottostante.

Il risultato è una mappa senza precedenti: migliaia di colline e creste mai documentate prima, catene montuose sepolte, valli profonde e strutture che vanno dai 2 ai 30 chilometri di larghezza. Tra le scoperte più suggestive spicca un enorme canale subglaciale nel bacino di Maud, una depressione lunga circa 400 chilometri, larga 6 e profonda in media 50 metri. In pratica, una distanza paragonabile a quella tra Milano e Roma, nascosta sotto chilometri di ghiaccio.
Guardare queste immagini significa riscoprire l’Antartide come un continente “vivo”, modellato da processi geologici antichissimi e non come un semplice deserto congelato. Un luogo che, se liberato dal ghiaccio, mostrerebbe un paesaggio complesso quanto quello di molte regioni montuose del pianeta.
L’importanza della scoperta
Al di là dello stupore visivo, questa nuova mappa ha implicazioni enormi per il territorio. La forma del terreno sotto il ghiaccio influisce direttamente su come i ghiacciai scorrono verso il mare. Creste e rilievi possono rallentare il movimento delle masse glaciali, mentre valli profonde e superfici lisce possono favorire uno scivolamento più rapido.
Capire cosa c’è sotto la calotta significa quindi prevedere meglio come l’Antartide reagirà all’aumento delle temperature globali e quanto potrà contribuire all’innalzamento del livello dei mari nei prossimi decenni e secoli. Ma c’è anche un altro livello di lettura, più narrativo e quasi “da viaggio”. L’Antartide resta un luogo che pochissimi vedranno dal vivo, ma sapere che sotto il ghiaccio esiste un mondo così articolato cambia il modo in cui lo immaginiamo, non più solo “fine del mondo”, ma continente con una storia profonda, fatta di rilievi, fratture e paesaggi sepolti dal tempo che forse riemergeranno.
In un’epoca in cui il pianeta sembra sempre più conosciuto e misurato, l’Antartide ci ricorda che esistono ancora mondi nascosti, proprio sotto i nostri piedi e che esplorarli, anche solo con i dati e l’immaginazione, è un viaggio che può cambiare il modo in cui guardiamo la Terra.
