Spotorno, balneari ancora in rivolta: “Non più rinviabile il 40% di spiagge libere? Una bugia”

  • Postato il 20 gennaio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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spiagge libere spotorno

Spotorno. Turismo balneare a un bivio? Il caso-spiagge che si sta scatenando a Spotorno è al centro del dibattito nazionale per la futura governance delle concessionali demaniali marittime, per un settore che per la provincia di Savona è senz’altro uno zoccolo duro dell’economia territoriale.

Il Piano di Utilizzo del Demanio (PUD), presentato dal Comune e dal sindaco Mattia Fiorini e che impone l’obbligo di un 40% di spiagge libere sul litorale – in applicazione della direttiva Bolkestein – è stato duramente contestato dai balneari e dai concessionari. E oggi il presidente dei Bagni Marini di Spotorno Mirco (Wlly) Vaggi ha voluto chiarire la situazione: “Intanto, è mancata quella concertazione con la categoria nell’elaborazione del nuovo piano demaniale, di questo siamo stati rammaricati” afferma.

“Nel merito dell’iter in corso, auspichiamo, come pare sia stato indicato dall’amministrazione, che ci siano ancora margini di modifiche e variazioni rispetto al provvedimento, con l’obiettivo di trovare una soluzione migliore e più equilibrata” aggiunge.

L’obbligo del 40% di spiagge libere non più rinviabile? “Questo non è assolutamente vero, in quanto è stato approvato dalla Regione un rinvio al 30 settembre 2027, affiancando anche una sorta di vademecum con linee guida flessibili e modulabili per i singoli Comuni liguri”.

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E ancora: “Senza contare la possibilità, nell’attuale quadro normativo, di sviluppare per cinque anni le evidenze pubbliche, posticipando l’elaborazione del nuovo PUD comunale, una procedura sensata per consentire a tutti i Comuni di apportare gli interventi necessari sui rispettivi tratti di litorale competente”.

Ragioni per le quali i balneari spotornesi proseguiranno la loro battaglia, con la richiesta di un confronto dopo la contestata presentazione del PUD avvenuta al Tavolo locale del turismo: “Non dimentichiamo che la categoria e il settore vivono una fase delicata anche per la vicenda degli indennizzi spettanti ai concessionari in uscita, per i quali si attendono ancora risposte certe”.

“Non vogliamo lo scontro, in quanto abbiamo a cuore il turismo balneare e quanto si prospetta potrebbe creare ripercussioni ed effetti negativi sul complessivo indotto turistico, oltre a mettere subito a rischio famiglie e posti di lavoro sul territorio” conclude.

Autore
Il Vostro Giornale

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