Summer Peace University: pace globale si impara tra i vicoli di Belvedere Marittimo

  • Postato il 19 gennaio 2026
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Summer Peace University: pace globale si impara tra i vicoli di Belvedere Marittimo

A Belvedere Marittimo la Summer Peace University trasforma la lentezza del borgo in dialogo internazionale, costruendo ponti di pace tra Calabria ed Egitto.


Piano piano. Così iniziano molte frasi nei piccoli centri italiani. È un modo di dire che contiene saggezza, misura, cura. Non nasce dall’indugio, ma dalla consapevolezza che le cose importanti richiedono tempo, attenzione, radici. E, paradossalmente, proprio da un “piano piano” possono germogliare i cambiamenti più grandi. È con questa lentezza intenzionale che, negli ultimi anni, in Calabria, Belvedere Marittimo, comune della provincia di Cosenza affacciato sul Mar Tirreno, ha iniziato a scrivere questa storia. Non più soltanto una cornice suggestiva, ma un luogo che sperimenta, accoglie, genera relazioni. Qui, tra vicoli che custodiscono memoria e piazze che si aprono sul mare, l’Istituto Calabrese di Politiche Internazionali (IsCaPI) ha dato vita alla Summer Peace University (SPU), trasformando questo territorio in una piattaforma internazionale di dialogo e formazione.

LA SUMMER PEACE UNIVERSITY: UN PERCORSO A BELVEDERE MARITTIMO DI FORMAZIONE IMMERSIVA

La Summer Peace University rappresenta un programma internazionale di formazione avanzata che coinvolge annualmente circa venti istituzioni accademiche di diversi Paesi. Gli atenei partner selezionano studenti meritevoli tramite borse di studio dedicate, favorendo la mobilità di giovani provenienti da contesti culturali differenti. Il programma prevede attività didattiche e di ricerca condotte da accademici, esperti e professionisti internazionali, articolate in lezioni, laboratori e pratiche sul campo. La SPU non è una sequenza di lezioni, ma un percorso immersivo che intreccia studio, vita condivisa e partecipazione attiva.

Pace, sostenibilità, cooperazione, diplomazia e leadership si imparano vivendo insieme: condividendo spazi, responsabilità, incontri istituzionali, esplorazioni del territorio e momenti di comunità. È un’esperienza che educa quanto i contenuti, perché insegna il dialogo, l’ascolto, il rispetto e la gestione delle differenze. È qui che la SPU trova la sua forza: dove l’apprendimento diventa esperienza, la sostenibilità pratica quotidiana e la pace un modo di stare nel mondo.

L’ACCOGLIENZA DEL “TUTTO BENE” E IL PONTE CON IL CAIRO

E a quel “piano piano”, che accompagna ogni gesto della vita del borgo, si aggiunge un altro segno distintivo della comunità: il suo “tutto bene”. Un saluto semplice e disarmante, con cui gli abitanti accolgono studenti e ospiti. Non è una domanda, è un’affermazione. Un modo per dire: “sei al sicuro, sei tra noi”. Una forma spontanea di ospitalità che ti fa sentire a casa prima ancora delle parole, rendendo superflue le differenze di lingua e di provenienza.Tra le realtà accademiche che hanno riconosciuto il valore di questa visione figura la May University in Cairo (MUC), che recentemente ha ospitato un importante Forum Euromediterraneo dedicato all’istruzione superiore, alla mobilità e alle partnership internazionali, con un focus sul rafforzamento della collaborazione tra accademia e industria in Italia ed Egitto.

Un contesto di alto profilo, animato da autorità, studiosi, studenti e rappresentanti istituzionali e partner imprenditoriali, che ha offerto uno spazio di confronto concreto sulle sfide e sulle opportunità della formazione globale.

RIGENERAZIONE CULTURALE: L’INCONTRO TRA DUE MONDI

È all’interno di questo scenario che la visita al Cairo ha assunto un significato ancora più profondo e ha mostrato quanto un progetto nato in un piccolo centro possa generare valore ben oltre i suoi confini. L’interesse sincero, le domande e le proposte dei giovani hanno confermato un processo già in atto: quando un’idea ha radici solide, trova terreno fertile ovunque venga portata.

Un centro storico può diventare il fulcro di nuove traiettorie culturali: non è la geografia a cambiare, è lo sguardo. È lì che si compie la vera rigenerazione. In questa logica, Il Cairo e Belvedere Marittimo si sono incontrati: una città pulsante e un paese di quiete vigile. Un contrasto fecondo, capace di generare un terreno comune dove l’ascolto acquista valore, la formazione diventa bene condiviso e i giovani assumono il ruolo di protagonisti di un presente costruito insieme.

SUMMER PEACE UNIVERSITY A BELVEDERE: LA PACE COME PRATICA QUOTIDIANA E ORIZZONTE COMUNE

Non serve cambiare la geografia, ma lo sguardo. E allora “piano piano”, sì. Non come rallentamento, ma come scelta. Perché ciò che dura ha bisogno di tempo. Perché le relazioni autentiche richiedono continuità, fiducia, responsabilità reciproca. Perché la conoscenza, quando è condivisa, diventa un gesto civile. Ed è così anche per la pace. Non nasce da dichiarazioni solenni, ma da pratiche quotidiane. È un’opera paziente, costruita goccia a goccia. Ogni anno, chi arriva porta nuove domande e riparte portando con sé più di un ricordo: porta un frammento di quel “piano piano” che appartiene a quei luoghi e quel “tutto bene” che è proprio delle persone che lo abitano.

E in quella lentezza consapevole, in quella capacità di restituire attenzione al mondo, si rivela forse la cosa più preziosa: il mondo non è più un altrove distante, ma un orizzonte che accoglie, un luogo nel quale è possibile incidere, lasciare traccia, concorrere alla scrittura di una storia comune. È in questa possibilità — silenziosa, paziente, concreta — che si riconosce il senso più autentico della pace!

* Fabrizia Arcuri, Giornalista, Responsabile Pubbliche Relazione e Comunicazione Summer Peace University.

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