Tassa sui crocieristi, Bucci attacca: “Siamo assolutamente contrari, potrebbe ridurre i flussi”

  • Postato il 30 marzo 2026
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  • Di Genova24
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Generico marzo 2026

Genova. “Come Regione siamo assolutamente contrari alla tassa sui crocieristi, potrebbe destabilizzare e ridurre il flusso delle persone sul nostro territorio. Considero questa cosa assolutamente controproducente”. È la posizione netta espressa dal presidente ligure Marco Bucci a margine di un workshop a Palazzo San Giorgio incentrato proprio sull’impatto economico delle crociere per il sistema portuale di Genova e Savona.

Nel mirino c’è sempre l’addizionale da 3 euro a passeggero per ogni transito da crociere e traghetti in porto (residenti esclusi), misura prevista da un accordo del 29 novembre 2022 proprio tra la giunta Bucci e il Governo e adesso pronta ad essere applicata dalla giunta Salis dopo la lettera in cui il ministero dell’Interno dichiara inadempiente l’amministrazione genovese per non averlo fatto prima. Sulla vicenda incombe tra l’altro l’annunciato ricorso al Tar da parte del cluster portuale e marittimo.

Bucci ripercorre l’origine di quell’accordo: “Il Governo ha deciso di dare 50 milioni a Genova, perché Genova ha un particolare discorso sul debito. A fronte di questo, l’amministrazione comunale si è impegnata a fare due cose: aumento dell’Irpef e questa famosa tassa sui crocieristi, per un valore di 25 milioni in totale. ​Nel giro di due anni, il nostro gettito Irpef ha superato i 50 milioni. Quindi il patto è stato ampiamente rispettato“.

La tassa sui crocieristi, insiste il governatore, è “difficile” da mettere in pratica: “Ha poco senso penalizzare uno che viene qui a fare un certo tipo di lavoro con noi, e soprattutto può dare un risultato estremamente negativo, far dire alle compagnie: beh allora andiamo a Civitavecchia, andiamo da qualche altra parte”​.

“Sono talmente sorprendenti le parole di Bucci che sono smentite dai fatti dell’amministrazione di centrodestra – replica il vicesindaco Alessandro Terrile, titolare anche della delega al Porto -. Se avesse ragione Bucci, a gennaio del 2025 Piciocchi non avrebbe approvato la delibera di giunta che regolava la tassa di imbarco. Se fosse vero che tutto era superato dell’Irpef, non c’era bisogno che Piciocchi portasse una delibera di giunta a gennaio 2025. ​Ora noi siamo chiamati ad attuare questa norma, ce l’ha ricordato il ministro degli Interni, ma questo gioco per cui c’è qualcuno che firma e qualcuno che poi si dimentica di aver firmato, e fa addirittura battaglia politica contro quello che ha firmato lui stesso, è un gioco a cui noi ci sottraiamo”.

Ma Terrile difende la tassa anche per altri motivi: “Nella sostenibilità economica c’è anche un tema di equilibrio tra porto e città. Noi abbiamo dato attuazione a un accordo sottoscritto tra il Comune di Genova e il Governo che prevede l’introduzione di un’addizionale di fatto per ogni passeggero. ​L’attuazione non è semplice, anche perché la lettura delle norme che introducono questo tipo di innovazioni non è di immediata interpretazione. Siamo ancora in una fase di riscaldamento, c’è un pendente giudizio davanti alla giustizia amministrativa. ​Però il tema di cercare un punto di equilibrio anche economico crediamo che sia serio e ineludibile, in modo non diverso da quanto già avviene, ed è generalmente accettato nel nostro Paese ormai da anni, con il sistema alberghiero e con il sistema della tassa di soggiorno“.

Il presidente dell’Autorità di sistema portuale Matteo Paroli cerca di mediare: “Il tema non è soltanto il Comune di Genova che chiede una tassa d’imbarco. Altri comuni in passato, e anche attualmente, stanno lavorando su questi aspetti. Niente di scandaloso, niente di complicato. ​Occorre però che ci sia coerenza rispetto alle azioni di promozione che il porto e gli imprenditori privati stanno facendo. Un pochino più di dialogo ci aiuterà sicuramente a superare anche qualche piccola frizione che c’è stata”.

 

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Genova24

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