Termovalorizzatore, Bucci: “L’impianto interessa”. E spuntano i nomi di Iren e A2A
- Postato il 22 gennaio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Liguria. “Non è un bando, è un avviso, non è necessario presentare un project financing, o un disegno già pronto, quindi i tempi che abbiamo concesso sono più che sufficienti, poi il bando vero e proprio durerà cinque o sei mesi, ma adesso si tratta solo di dire ‘noi, siamo interessati’. Per il resto, dal Pd sento solo fantasie colossali“.
Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci risponde al Partito Democratico che oggi ha commentato il No della Regione e di Arlir alla richiesta da parte di Amiu di una proroga dei tempi per aderire all’avviso per la chiusura del ciclo dei rifiuti. Secondo i Dem, Bucci “ha già deciso dove realizzare il termovalorizzatore e non lo dice alle comunità interessate, d’altronde se si esclude Amiu e Scarpino, il dato è tratto, resta solo la Val Bormida”.
“Magari avessi già deciso – ironizza Bucci – queste cose sono totalmente inappropriate e totalmente false. Se un soggetto vuole aderire all’avviso non c’è bisogno di altri sei mesi, quando poi si fa un ricorso al Tar su quello stesso avviso, allora proprio io non capisco qual è la strategia“. Il riferimento è al ricorso al tribunale amministrativo presentato sempre da Amiu, ricorso di cui ha dato notizia ieri la Regione, e nell’ambito del quale non è stata però avanzata una richiesta di sospensiva. Quindi il termine per la presentazione delle proposte rimane il 21 febbraio.
“Comunque noi ovviamente per il ricorso al Tar ci siamo preparati, ma l’avviso a breve si chiuderà e vedremo in quanti avranno partecipato – continua Bucci – poi sulla base delle manifestazioni d’interesse che arriveranno sarà elaborato il bando vero e proprio”.
Bucci è convinto che i partecipanti non mancheranno: “Dalle notizie che ho io, la cosa interessa parecchi”. E poi osserva: “La chiusura del ciclo è qualcosa che già il sindaco di Genova Pericu aveva proposto 25 anni fa, quindi voglio dire, siamo in ritardo di 25 anni. Penso anche a Roma, dove il Pd e il sindaco Gualtieri hanno preso la decisione di andare avanti con il termovalorizzatore e dove mi pare stiano facendo un buon lavoro. Il remescio, per usare un termine genovese, che c’è da queste parti mi sembra totalmente inappropriato, noi facciamo quello che vogliono i cittadini, i cittadini hanno approvato il nostro programma e noi andiamo avanti“.
Le aziende interessate a farsi avanti, secondo alcune indiscrezioni, sono almeno due: Iren e A2A (per chi costruisce, un impianto di smaltimento dei rifiuti è oggi un business vantaggioso). Il remescio, però, è in gran parte politico. Una delle due ipotesi finora sul tavolo è quella della discarica di Scarpino (che nel 2029 andrà a saturazione e dovrà essere chiusa) ma la maggioranza giallorossa che sostiene la sindaca Silvia Salis difficilmente darà il via libera. L’altra resta, appunto, la Val Bormida, nel Savonese, e in particolare le zone di Cengio, territorio dell’ex Acna e di Cairo Montenotte, che già ospita l’Italiana Coke. Il remescio, anche qui, è tutto contro il termovalorizzatore: dai comitati ai sindaci, nessuno vuole l’impianto termico di chiusura del ciclo dei rifiuti. Ma, se non nell’avviso, nel futuro bando, l’assenso dei Comuni interessati dalla costruzione sarà imprescindibile.
Non mancano le reazioni politiche: “L’unica spazzatura che il Pd non riesce proprio a smaltire sono i tentativi di nascondere o ribaltare la verità. Ancora una volta, sull’impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti, i consiglieri dem cercano di mascherare gli imbarazzi della sindaca di Genova Silvia Salis innescando la solita polemica sulla Valbormida” dichiara il capogruppo regionale della Lega Sara Foscolo.
“Nell’ordine: il Pd continua a parlare di termovalorizzatore facendo finta di non sapere che la scelta dell’impianto e della tecnologia dipenderà dalle proposte avanzate dai soggetti interessati a realizzarlo. Non spetta a Regione Liguria individuare il luogo dove realizzare l’impianto, anche questo dipenderà dalle manifestazioni di interesse. Nessuno esclude Amiu e quindi Scarpino. Semplicemente, la Regione Liguria non si fa prendere in giro dal Comune di Genova che, con una richiesta di proroga dei termini di ben sei mesi, cerca di prendere tempo (facendone perdere alla Regione Liguria) confondendo l’attuale ‘avviso di manifestazione di interesse’ con il futuro ‘bando di gara’, al quale Regione Liguria auspica che Amiu decida di partecipare”.
“Non solo: Amiu ha comunque tempo fino al 21 febbraio per rispondere all’avviso di manifestazione d’interesse, che ha una natura puramente ricognitiva e non costituisce l’avvio di una procedura di affidamento né di project financing in senso proprio. Per questa ragione non è richiesta l’individuazione preventiva di criteri di valutazione in senso tecnico, che quindi Amiu non può usare come scusa per chiedere proroghe. Amiu, come tutti gli interessati, deve solo dire se è interessata a studiare un progetto e dove. Una domanda semplice che però per la sinistra al governo di Genova è la più difficile: la sindaca Silvia Salis non riesce a dire ai suoi alleati e ai suoi elettori che è d’accordo a realizzare l’impianto a Scarpino, per far finalmente chiudere il ciclo dei rifiuti e far risparmiare a tutti i soldi della Tari” conclude la capogruppo di maggioranza in Regione.