Termovalorizzatore in Valbormida, Arboscello (PD): “Prima di ogni decisione serve immediatamente uno studio epidemiologico”

  • Postato il 21 febbraio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Roberto Arboscello

Valbormida. “Sono allibito e sconcertato. Pensavo che, alla luce del presupposto indicato nero su bianco dal presidente Bucci (ovvero il parere favorevole del sindaco e dell’amministrazione del Comune interessato) non sarebbe arrivata alcuna manifestazione di interesse sulla Valbormida. Mi risulta infatti che sia il sindaco di Cairo Montenotte, Paolo Lambertini, sia il sindaco di Cengio, Francesco Dotta, abbiano espresso la propria contrarietà. È difficile comprendere perché dei gruppi industriali di grande portata decidano di presentare una proposta su un territorio dichiaratamente contrario”. Lo dichiara il consigliere regionale PD Roberto Arboscello, che ha depositato un ordine del giorno per chiedere l’avvio immediato di uno studio epidemiologico sulla Valbormida (così come proposto anche da Jan Casella di AVS).

“Le ipotesi sono due: o i ‘no’ espressi non sono stati ritenuti credibili, oppure qualcuno, politicamente, ha fatto intendere che l’impianto si potrà fare comunque. Se così fosse, la responsabilità sarebbero chiare e la Valbormida saprà chi ha scelto di andare contro la volontà del territorio. Ora a fronte di questi sviluppi diventa urgente avviare uno studio epidemiologico serio e approfondito per analizzare l’incidenza delle malattie e delle cause di morte in Valbormida e le eventuali correlazioni con i fattori ambientali presenti. Ho già depositato un ordine del giorno che va esattamente in questa direzione. Prima di immaginare un nuovo impianto, è indispensabile avere un quadro chiaro della situazione sanitaria e ambientale. La Valbormida e i valbormidesi non devono ambire ad avere un territorio uguale a quello di oggi, ma migliore”.

“Colpisce inoltre che le manifestazioni di interesse riguardino un’area non baricentrica, con evidenti criticità infrastrutturali e viarie, oltre che con amministrazioni comunali che hanno già espresso un diniego. Perché tutta questa determinazione nel voler localizzare l’impianto proprio qui? È una domanda che merita una risposta chiara e trasparente”.

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Il Vostro Giornale

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