Trasporti in Calabria, ci sono più strade della media nazionale, ma non bastano
- Postato il 21 marzo 2026
- Notizie
- Di Quotidiano del Sud
- 3 Visualizzazioni
Il Quotidiano del Sud
Trasporti in Calabria, ci sono più strade della media nazionale, ma non bastano

Secondo quanto emerge dal piano regionale trasporti della Regione in Calabria le strade non mancano anzi la dotazione infrastrutturale è sopra la media ma la distribuzione sul territorio è ancora insufficiente a garantire pari accessibilità a tutto il territorio
A GUARDARE i numeri potremmo concludere che in Calabria le strade non manchino. La regione ha una dotazione di 39,6 km di strade regionali e provinciali ogni 10mila abitanti, sopra la media nazionale e superiore anche a territori più estesi e urbanizzati come Piemonte, Toscana, Veneto e Liguria. E superiore alla media nazionale è anche la dotazione di autostrade e strade di interesse nazionale (1,6 km ogni 10mila abitanti per le autostrade e 11 km per le strade nazionali). In linea con il dato nazionale, o di poco superiore, è anche la densità in rapporto alla superficie: 47,7 km di strade regionali e provinciali per 100 kmq, 13,3 di strade nazionali e 1,9 di autostrade.
Letti insieme questi dati ci dicono quindi che, pur avendo più strade della media nazionale rispetto al numero di abitanti, la rete non è sovradimensionata rispetto all’estensione della regione, ma funzionale a una geografia complessa e articolata. Il punto – notano i tecnici che hanno scritto il nuovo piano trasporti regionale, da poco licenziato dalla Giunta – è la distribuzione di queste strade: ancora insufficiente a garantire pari accessibilità a tutto il territorio.
TRASPORTI CALABRIA, UN PATRIMONIO DI STRADE GRANDE MA SPESSO INUTILIZZABILE E RISCHIOSO
Dove poi le strade ci sono, spesso sono inutilizzabili o rischiose. La fragilità della regione (quasi il 30% delle strade è esposto a rischio frane o idraulico) e il maggior fabbisogno di manutenzione che la Calabria deve soddisfare a fronte di una rete così estesa aumentano la vulnerabilità delle infrastrutture.
«I dati descrivono una regione in cui la dotazione viaria è numericamente adeguata o superiore agli standard nazionali, ma che necessita di interventi strutturali e di ammodernamento per trasformare tale dotazione in un reale vantaggio competitivo in termini di accessibilità, sicurezza e qualità della mobilità» si legge nel nuovo piano trasporti. Come agire? Il piano prevede interventi di completamento della rete stradale (con la realizzazione di 178 nuovi chilometri di strade) e di manutenzione e messa in sicurezza di 655 chilometri di rete esistente, oltre a un programma di adattamento al cambiamento climatico.
LEGGI ANCHE: Trasporti, il piano della Regione Calabria: Metropolitana alla tedesca
LO STATO DELL’ARTE

I calabresi – mostra il piano – si spostano perlopiù in auto. Il 91% dei viaggi in regione avviene con mezzo privato. E le percorrenze non sono brevi: un terzo dei calabresi è pendolare e percorre oltre 30 chilometri al giorno. Con auto spesso vecchie: il 62% circa dei veicoli in Calabria ha oltre 15 anni d’età. «La dipendenza dall’auto privata si scontra con una rete stradale che, secondo gli intervistati, presenta alcune criticità: la manutenzione della pavimentazione e della segnaletica è spesso carente – si legge nelle premesse del piano – la sicurezza non è sempre garantita e la disponibilità di parcheggi nei centri urbani è limitata. Questi problemi si riflettono anche sulla sicurezza stradale, sebbene circa il 78% degli intervistati non abbia mai avuto incidenti dovuti alle condizioni delle strade».
In generale il numero di incidenti è inferiore rispetto alla media nazionale, benché cresciuto (del 2,4%) nell’ultimo decennio, in controtendenza rispetto al Paese. Sono però più letali gli incidenti in Calabria. La regione detiene «l’infausto primato del più elevato indice di mortalità a livello nazione con 3,8 decessi ogni cento incidenti, rispetto alla media nazionale di 1,8 morti per 100 incidenti». Tra le strade più pericolose la Statale 106 jonica e la Statale 107 Silana-Crotonese.
TRASPORTI IN CALABRIA, IL RISCHIO SISMICO SULLE STRADE
A completare il quadro il rischio sismico, che riguarda il 100% delle infrastrutture calabresi, il rischio frane (13,2% della rete stradale) e idraulico (15%). Non a caso, l’indagine conoscitiva condotta su un campione di calabresi (oltre mille, over 14) ha mostrato che tra le priorità infrastrutturali individuate dai cittadini spicca il miglioramento della rete stradale con particolare attenzione al potenziamento della Statale 106. Arteria cruciale anche perché il versante jonico – e anche questo lo confermano i calabresi intervistati – è quello meno servito dai mezzi pubblici, soprattutto treni. Il 69% delle risposte indica la direttrice jonica (Sibari-Crotone-Catanzaro Lido-Reggio Calabria) come la tratta ferroviaria più problematica. Sulla costa jonica, insomma, ci si sposta soprattutto con l’auto privata o, se si prende il mezzo pubblico, con il bus.
LEGGI ANCHE: Trasporti Calabria, i bus fanno milioni di chilometri ma sono semivuoti: Così non regge
GLI OBIETTIVI DEL PIANO
Completare la rete stradale, mettere in sicurezza le infrastrutture esistenti, adattarle al cambiamento climatico in corso. Sono i tre obiettivi, in estrema sintesi, definiti nel piano trasporti. Alcuni degli interventi per raggiungerli sono finanziati, altri lo sono in parte, di altri ancora servirà uno studio di fattibilità. A regime – il piano è pensato per essere completato nell’arco dei prossimi vent’anni – la Calabria potrà contare (è la previsione) su 178 chilometri di nuove strade realizzate e su 655 chilometri di strade esistenti ammodernate e messe in sicurezza. In prospettiva, la nuova rete stradale calabrese dovrebbe garantire una riduzione del 31% dei tempi di percorrenza (tradotto, 2 giorni all’anno in meno spesi in auto per abitante) e del 25% degli incidenti stradali.
Tra le strade da completare troviamo la statale 106, la Trasversale delle Serre, l’autostrada A2 tra Cosenza e Altilia. Interventi che godono di finanziamenti, che coprono interi lotti o una parte: in totale i fondi disponibili per le nuove strade da realizzare sono al momento 14,5 miliardi.
Per gli interventi di messa in sicurezza sono disponibili al momento 156 milioni di fondi Fsc.
Un’altra parte di fondi europei – 260 milioni tra Por e Fsc – è destinata invece «alla definizione degli interventi necessari per migliorare la sicurezza e la funzionalità della rete stradale, soprattutto nei tratti coinvolti da dissesti idrogeologici, frane, erosione costiera e criticità ricorrenti».. Con queste risorse la regione punta a realizzare strade di esodo in caso di calamità naturali.
Si procederà anche a una fase di raccolta dati e analisi degli scenari di rischio, per arrivare alla definizione di un programma strutturato di adattamento e resilienza climatica delle infrastrutture.
Il Quotidiano del Sud.
Trasporti in Calabria, ci sono più strade della media nazionale, ma non bastano