Tripla mostra per l’artista Luca Pancrazzi. Pittura e archivio a Milano, Torino e Verona
- Postato il 19 gennaio 2026
- Arti Visive
- Di Artribune
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Osserva, scruta, poi scatta immagini. Torna in studio e immagazzina ciò che ha scattato durante i suoi tour cittadini mentre è in giro per fare altro. Credo infatti abbia centinaia di migliaia di immagini digitali e analogiche custodite con la cura di un poeta dell’inventario. Questo perché Luca Pancrazzi (Figline Valdarno, 1961; vive a Milano) in realtà sta sempre dentro il “problema” delle immagini, anche quando fa altro, anche quelle rare volte in cui esce dal suo studio e dal suo archivio in cui vige un ordine totale e in cui cerca di pianificare costantemente una organizzazione di ciò che osserva fuori da sé.
Osservare come Archiviare. Luca Pancrazzi da Marco Rossi
Archiviare è una delle pratiche più vicine a quello che ogni giorno aziona Luca Pancrazzi nella sua ricerca d’artista. Ma non lo fa mai in un senso catastale, perché a lui interessano gli interstizi tra le cose, per esempio di un paesaggio gli importa non la monumentalità degli alberi, ma la luce che si fa forza tra le foglie e penetra la nostra retina. Come emerge prepotentemente nelle mostre in corso da Marco Rossi – in realtà una mostra di tre mostre, nelle rispettive sedi di Milano, Torino e Verona –, negli ultimissimi anni è il paesaggio al centro del suo discorso. Sono luoghi periferici, senza particolari connotazioni, sono universali, a volte anche volutamente banali. Potrebbero stare a Milano come a Tokyo o a Madrid, a Los Angeles come a New Delhi o Palermo. Sono luoghi in cui l’essere umano è assente, salvo qualche traccia di cantieri abbandonati.
Una geografia aperta
Sono luoghi che Pancrazzi dipinge come se volesse in qualche modo tracciare una geografia aperta di quei momenti in cui la natura prende e pretende uno spazio nel contesto metropolitano di confine. Ma sono luoghi in cui a un certo punto qualcosa accade, un bagliore, un inciampo di luce tra i rami, un sospiro di suoni luminosi dal cielo.
In mostra dipinti su tela e carta concepiti appositamente nell’ultimo anno: un inventario dilatato in cui il grande e piccolo convivono, in cui la pittura si libera da un intento didascalico per entrare in sé stessa, comprendendo i suoi limiti e i suoi miraggi, le sue regole e le sue libertà autarchiche.
Il paesaggio urbano nelle opere di Luca Pancrazzi tra Milano, Torino e Verona
Luca Pancrazzi con questa mostra si conferma intimamente pittore, ma anche concettualmente sempre più legato a un’arte che parte dal reale per trasferirsi a una sfera onirica, implacabile, in cui tutto ciò che è costantemente sotto i nostri occhi viene captato e restituito in un ordine che è quello che esiste prima del quadro stesso e che nessuno di noi si sofferma a traslare fuori dalle distrazioni del quotidiano.
Alberi, piante che crescono selvagge, palazzi, cavalcavia, luce, molta luce, anche quando è buio. In fondo il lavoro di Pancrazzi si sviluppa chiedendo a noi osservatori uno sforzo che vada oltre l’osservazione e che riguarda la percezione visiva.
Lorenzo Madaro
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L’articolo "Tripla mostra per l’artista Luca Pancrazzi. Pittura e archivio a Milano, Torino e Verona" è apparso per la prima volta su Artribune®.