Truffa informatica, altro blitz: 68 indagati tra Basilicata, Campania e Puglia
- Postato il 12 marzo 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Truffa informatica, altro blitz: 68 indagati tra Basilicata, Campania e Puglia

Truffa informatica, altro blitz, potenza nel mirino. Dopo l’antimafia di Napoli anche quella di Salerno si muove nel potentino. Sequestri e perquisizioni in mezza Italia: 68 indagati. Sotto sequestro conti correnti e oltre un milione e mezzo di euro. Determinante la denuncia di un cittadino a Giffoni Valle Piana per l’apertura fraudolenta di rapporti finanziari a suo nome.
Blitz contro il riciclaggio e le frodi informatiche: maxi operazione da Salerno a Potenza. La città lucana è finita nel mirino dei magistrati salernitani. Dopo l’inchiesta dell’altro giorno della Dda di Napoli che ha portato alla scoperta di una base del clan dei Casalesi per mettere a segno truffe online e “riempire” le casse dell’organizzazione criminale, all’alba di ieri, 11 marzo 2026, è scattata una nuova vasta operazione di polizia giudiziaria, coinvolgendo diverse province del territorio nazionale e la Basilicata. Al centro dell’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Salerno, un complesso sistema di riciclaggio di capitali illeciti derivanti da sofisticate frodi informatiche.
L’ORIGINE DELL’INCHIESTA SULLA TRUFFA INFORMATICA E LA COOPERAZIONE TRA LE FORZE DELL’ORDINE
Tutto ha avuto inizio da una singola, provvidenziale denuncia presentata da un cittadino presso la Stazione Carabinieri di Giffoni Valle Piana, nel Salernitano. L’uomo aveva segnalato l’apertura fraudolenta di rapporti finanziari a suo nome, un dettaglio che ha permesso agli inquirenti di scoperchiare un “vaso di Pandora”. Il lavoro sinergico tra l’Arma e il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza ha permesso di ricostruire la fitta rete di prestanome e i flussi di denaro illecito che attraversavano l’intera Penisola. Gli accertamenti hanno permesso di individuare i soggetti che, spacciandosi per operatori bancari, inducevano le vittime a inserire i propri dati su siti internet contraffatti e appositamente creati, accessibili da un link inviatogli.
IL MODUS OPERANDI: DAL PHISHING AL RICICLAGGIO IN CRIPTOVALUTE
Il modus operandi del gruppo criminale era estremamente raffinato. Gli indagati contattavano le vittime spacciandosi per operatori bancari e, attraverso tecniche di ingegneria sociale, le inducevano a cliccare su link sospetti inviati tramite messaggio. Questi collegamenti rimandavano a siti web contraffatti, identici a quelli degli istituti di credito ufficiali. Una volta ottenuti i codici d’accesso, i truffatori trasferivano i risparmi su conti correnti intestati a prestanome. Per far perdere le tracce del denaro, le somme venivano rapidamente prelevate in contanti o convertite in criptovalute su exchange esteri, rendendo la localizzazione dei fondi estremamente complessa. L’attività investigativa ha documentato frodi ai danni di 89 vittime, per un giro d’affari illecito che supera il milione e mezzo di euro. Le operazioni di sequestro e le perquisizioni stanno interessando un raggio d’azione vastissimo che tocca le province di Salerno, Napoli, Caserta, Potenza, Lecce, Taranto, Roma e Macerata.
L’OBIETTIVO DELLE PROCURA: GIUSTIZIA PER LE VITTIME E CONTRASTO AL CYBERCRIME
Il provvedimento emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno mira ora al recupero integrale delle somme indebitamente percepite, restituendo giustizia a chi, in pochi click, si è visto sottrarre i risparmi di una vita. L’operazione conferma la crescente attenzione delle forze dell’ordine verso i reati informatici e le truffe online, fenomeni sempre più diffusi e capaci di colpire cittadini in diverse parti del Paese, compresa la provincia di Potenza.
Il Quotidiano del Sud.
Truffa informatica, altro blitz: 68 indagati tra Basilicata, Campania e Puglia