Tutti i vantaggi di un accordo di libero scambio fra Ue e India, secondo Bruxelles
- Postato il 26 gennaio 2026
- Di Il Foglio
- 6 Visualizzazioni
Tutti i vantaggi di un accordo di libero scambio fra Ue e India, secondo Bruxelles
Ursula von der Leyen la chiama “la madre di tutti gli accordi commerciali”. Con la sua visita di tre giorni in India, insieme ad Antonio Costa, la presidente della Commissione europea punta ad annunciare con il primo ministro, Narendra Modi, la conclusione dei negoziati su un accordo di libero scambio tra Ue e India, che porterebbe alla creazione di un'area di libero scambio da più di 2 miliardi di persone. La scelta del partenariato strategico intrapresa da Europa e India mira a consolidare la loro strategia di diversificazione commerciale: una chiara risposta ai dazi trumpiani, con vantaggi per entrambe le parti.
Una Valutazione d'Impatto sulla sostenibilità (Sia) commissionata da Bruxelles e conclusa nel dicembre 2023, delinea due strade possibili. In uno scenario conservativo, più prudente, si prevede che il pil dell’Ue possa aumentare di 25,5 miliardi di euro (0,1 per cento) e il welfare di 23,7 miliardi di euro (0,1 per cento). Il pil indiano, invece, aumenterebbe di 39 miliardi di euro (0,6 per cento) e il suo welfare di 18,3 miliardi di euro (0,5 per cento). Diversamente, in una prospettiva più ambiziosa, il pil europeo guadagnerebbe lo 0,2 per cento in più, aumentando di 47,9 miliardi di euro, mentre il welfare di 41 miliardi di euro (0,2 per cento). Nuova Delhi vedrebbe il suo prodotto interno lordo incrementarsi di 69,6 miliardi di euro (1 per cento) e il relativo welfare di 33,8 miliardi di euro (0,8 per cento). Sempre in questo scenario più ottimista, entro il 2032 le esportazioni bilaterali dell’Ue verso l’India potrebbero crescere del 107,6 per cento (112,5 miliardi di euro), mentre le esportazioni di merci indiane nel Vecchio continente dell’86,6 per cento (110,7 miliardi di euro).
Con un accordo di libero scambio, la maggior parte dei settori dell'Ue raddoppierebbe (se non di più) il valore delle proprie esportazioni bilaterali verso l'India. Tutto ciò, dice Bruxelles nel suo position paper, si tradurrebbe in un incremento della produzione nei comparti legati a "minerali, macchinari, carta, elettronica e metalli non ferrosi, che sono alcuni dei maggiori settori merceologici dell'Ue ad alta intensità di piccole e medie imprese".
Non tutti i settori Ue beneficerebbero dell'accordo. Incorrerebbero in perdite la produzione di metalli ferrosi, poi il tessile e l'abbigliamento. Parallelamente, su questi ultimi due l'India concentrerebbe i suoi principali guadagni, insieme al comparto dei prodotti chimici e della pelle, mentre le perdite per il subcontinente interesserebbero soprattutto i macchinari, l’elettronica e la carta. Per quanto riguarda gli appalti pubblici, la Sia conclude che la partecipazione agli appalti pubblici dell’Ue e dell’India sarebbe leggermente superiore.
L'agricoltura potrebbe essere esclusa dall’accordo. Come spieghiamo qui, fonti della Commissione venerdì hanno rifiutato di confermare o smentire le indiscrezioni secondo cui von der Leyen avrebbe rinunciato a una liberalizzazione degli scambi agricoli. Su questo fronte, l'analisi d'impatto stima per l’Ue un aumento principale delle esportazioni per i prodotti alimentari. Per l’India, invece, l'aumento riguarderebbe gli olii vegetali. Tuttavia, essendo gli scambi di prodotti agricoli tra Ue e India attualmente bassi, l'impatto dell'accordo su questi prodotti è relativamente limitato in termini di produzione complessiva. Solo il settore del riso subirebbe una significativa diminuzione della produzione in termini relativi nell’Ue (-6,9 per cento nello scenario più ambizioso).
I primi negoziati tra Vecchio continente e India per un accordo di libero scambio erano stati avviati nel 2007, ma erano stati sospesi nel 2013, e infine rilanciati nel 2022. Sul tavolo delle trattative pesano però diversi nodi, come quello dei dazi sull'acciaio (che l'Ue ha appena portato al 50 per cento) e del Meccanismo di aggiustamento del carbonio alla frontiera (Cbam), che aumenta gli oneri amministrativi e i costi per gli esportatori indiani. Per adesso, in ogni caso, Bruxelles ha mostrato apertura. "Siamo impegnati a investire ogni sforzo per trovare soluzioni che funzionino, reciprocamente vantaggiose, su questioni come il Cbam, le automobili e l'acciaio", ha detto von der Leyen.
Continua a leggere...