Tutto è bene, buon debutto al Teatro della Tosse per la performance ispirata da Voltaire

  • Postato il 19 febbraio 2026
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tutto è bene

Genova. Applausi calorosi ieri sera per il debutto in prima nazionale di Tutto è bene, nuova produzione della Fondazione Luzzati Teatro della Tosse, di e con Cristiano Fabbri e Antonio Tancredi.

Un evento catastrofico, il terremoto di Lisbona del primo novembre 1755, che causò la morte di decine di migliaia di persone (fonti parlano tra i 60 mila e i 100 mila morti dovuti allo tsunami conseguente e della distruzione dell’85% degli edifici), divenne all’epoca oggetto di riflessione filosofica.

“Lisbona è distrutta e a Parigi si balla” scriveva Voltaire, che sull’onda della catastrofe produsse il Poema sul disastro di Lisbona o dell’esame dell’assioma Tutto è bene. Una critica neanche troppo implicita all’ottimismo filosofico di Leibniz e al suo Migliore dei mondi possibili, teorizzato in vari scritti in cui sosteneva che “Dalla perfezione suprema di Dio deriva che, creando l’Universo, ha scelto il miglior piano possibile (…) ha creato il mondo attuale, il piú perfetto possibile. Senza di ciò non sarebbe possibile rendere ragione perché le cose siano accadute cosí e non altrimenti (…) se non vi fosse il migliore fra tutti i mondi possibili, Dio non ne avrebbe prodotto alcuno”.

E proprio i versi di Voltaire sono l’asse portante dello spettacolo: “Filosofi che osate gridare tutto è bene, venite a contemplar queste rovine orrende: muri a pezzi, carni a brandelli e ceneri. Donne e infanti ammucchiati uno sull’altro sotto pezzi di pietre, membra sparse; centomila feriti che la terra divora, straziati e insanguinati ma ancor palpitanti, sepolti dai lor tetti, perdono senza soccorsi, tra atroci tormenti, le lor misere vite”.

Senza la catastrofe di Lisbona, in cui sono morti anche i neonati, il mondo sarebbe stato peggiore?

Sono domande universali e che attraversano la storia dell’umanità e del pensiero filosofico e anche il pubblico alla Claque (sala Agorà) del Teatro della Tosse viene coinvolto nella riflessione che può essere applicabile anche a ciò che accade oggi.

Siamo sicuri che ognuno ha pensato a qualcosa di preciso quando i due attori hanno ripetuto ossessivamente (le ripetizioni sono ossessive sottolineature e ricorrono parecchio) questa parte del Poema: “Sprofondate e morite tranquilli, le vostre case per il bene del mondo son distrutte; altre mani costruiranno altri palazzi; altra gente avrà i muri che qui oggi vedete cader; il Nord si arricchirà delle vostre odierne perdite, i vostri mali d’oggi sono un ben sul piano generale“.

Il pubblico è parte integrante della messa in scena: un rettangolo di sedie fa da cornice allo spazio centrale in cui si muovono (c’è un grande uso del corpo e di movimenti performativi di Cristiano Fabbri) e parlano (alternando microfono e voce naturale) Fabbri e Tancredi. Anche la musica contribuisce ad aumentare l’intensità del messaggio in cui i due riflettono sulla natura del male, sull’idea se sia fuori o dentro di noi.

Le persone sono invitate a raccogliere e conservare oggetti di vario tipo (chiavi, serrature, cartoline) e due fortunati saranno chiamati a ricostruire ciò che è stato distrutto dal terremoto, rappresentato da una piccola costruzione di legno e da una fotografia a pezzi in piena coerenza con la parte finale del Poema di Voltaire: “Una volta un Califfo, alla fin di sua vita, al Dio che adorava rivolse una preghiera: ‘Ti porto, unico Dio, che limiti non hai, quel che non hai nel tuo potere immenso: i difetti, i rimpianti, il male e l’ignoranza’. Ma aggiungere poteva: la speranza“.

Un plauso particolare per Tancredi e Fabbri va fatto per un fuori programma accaduto alla prima: i due si sono prodigati, interrompendo lo spettacolo, per soccorrere una spettatrice che ha avuto un lieve malore. Nonostante l’interruzione di oltre un quarto d’ora, sono stati in grado di ricreare l’atmosfera e andare avanti fino al termine dello spettacolo.

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Cristiano Fabbri

A caldo, chiacchiere ed elisir dopo lo spettacolo

Giovedi 19 febbraio dopo lo spettacolo in sala prosegue A caldo. Chiacchiere ed elisir dopo lo spettacolo ,  progetto ideato e curato da Elisa Sirianni e promosso da Fondazione Luzzati Teatro della Tosse.

Una occasione “a portata di mano” di scambio libero sui divani di un foyer, accompagnando le parole a un bicchiere di vino o una tisana, offerti insieme a questo spazio di condivisione per riaffermare la preziosa possibilità del teatro di farsi piazza e dare voce.

La partecipazione, aperta a tutti, è gratuita su prenotazione, per un massimo di 15 partecipanti alla volta; per partecipare sarà necessario iscriversi compilando il form dedicato sul sito www.teatrodellatosse.it nella sezione eventi e mostre.

Per informazioni scrivere a acaldo@teatrodellatosse.it

L’iscrizione darà inoltre accesso a contenuti speciali e all’ingresso a prezzo ridotto a tutti i titoli in programma fino a maggio 2026.

Autore
Genova24

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