Un agosto sospeso tra memoria e immaginazione: l’artista Federico Grilli in residenza in un palazzo storico di Bologna
- Postato il 12 marzo 2026
- Arte Contemporanea
- Di Artribune
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È al civico 43 di Via Santo Stefano a Bologna, che uno storico e celebre edificio prende il nome delle tre famiglie che lo hanno abitato (Palazzo Vizzani Lambertini Sanguinetti), custodendo un apparato decorativo che racconta, stanza dopo stanza, l’evoluzione del gusto e della committenza bolognese. Dagli affreschi cinquecenteschi con scene mitologiche e allegoriche realizzati da Orazio Samacchini, Lorenzo Sabbatini, Pellegrino Tibaldi e Tommaso Laureti, ai cicli pittorici di quasi due secoli più tardi di carattere campestre firmati da Carlo Lodi e Felice Giani. Oggi il palazzo ospita abitazioni private, uffici e, dal 2019, gli spazi di Alchemilla, associazione non profit diretta da Camilla Sanguinetti, impegnata nella promozione della ricerca artistica contemporanea attraverso mostre, talk ed eventi performativi.
Il programma di residenze da Alchemilla a Bologna
Uno dei progetti più significativi è senza dubbio il programma Residenze-Studio, avviato nel 2020 con l’obiettivo di sostenere la produzione di artisti emergenti e rafforzare la rete cittadina delle residenze artistiche. Giunto alla sua quinta edizione, il progetto invita giovani artisti a vivere e lavorare negli spazi di Alchemilla per alcune settimane, affiancati da curatrici e curatori che accompagnano lo sviluppo delle ricerche attraverso incontri, studio visit e momenti di confronto pubblico. Il ciclo di residenze del 2025 si conclude proprio in questi giorni con il lavoro di Federico Grilli, selezionato nell’ambito del Premio Zucchelli dedicato agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Il programma è realizzato con il sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e della Fondazione Zucchelli che ha seguito anche le residenze della performer Flavia Zaganelli, curata da Silvia Bottiroli, e dell’artista Friedrich Andreoni a cura di Giulia Giacomelli.
La mostra “Un agosto durato troppo a lungo” di Federico Grilli da Alchemilla a Bologna
È l’esito dei due mesi trascorsi a Palazzo Vizzani a restituirsi nella mostra Un agosto durato troppo a lungo, personale di Grilli visitabile fino al 15 marzo 2026 a cura di Margherita Arduini. Il progetto espositivo nasce dall’idea di un tempo sospeso, quello della fine dell’estate quando le esperienze appena vissute e le aspettative per ciò che verrà si sovrappongono in uno stato di attesa indefinita. In questa dimensione dilatata l’artista recupera un motivo ricorrente della propria infanzia: le storie inventate sulle vacanze raccontate ai compagni di scuola, piccole bugie capaci di modificare il reale e immaginare esperienze mai accadute.
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Federico Grilli e il ruolo della fantasia nel processo creativo
Da qui, prende avvio una riflessione più ampia sul ruolo della fantasia nel processo artistico. Grilli rilegge quell’attitudine con uno sguardo ambivalente: da un lato il desiderio di prendere le distanze da una fantasia percepita come eccessiva, dall’altro l’impossibilità di abbandonare del tutto quel dispositivo creativo. Riscrivere l’infanzia diventa così un modo per comprendere l’origine delle immagini e per interrogare il potere e insieme i limiti dell’immaginazione.
Le opere di Federico Grilli in mostra da Alchemilla a Bologna
Così per la mostra l’artista ha realizzato sei installazioni multimediali site-specific, disposte in altrettante stanze del palazzo e pensate come frammenti di un racconto “durato troppo a lungo”. Le opere emergono da ambienti oscurati o appena illuminati, come apparizioni intermittenti in un paesaggio mentale in cui la percezione oscilla tra rivelazione e scomparsa. L’allestimento trasforma le sale di Palazzo Vizzani in luoghi della memoria e dell’immaginazione: i lavori dialogano con i punti focali dell’architettura storica ma al tempo stesso si propongono come alternative ad essa, insinuandosi nello spazio come presenze.
Caterina Angelucci
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