Venezuela, Trump: “Agli Usa subito tra i 30 e i 50 milioni di barili di petrolio”
- Postato il 7 gennaio 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Tra i 30 e i 50 milioni di barili di petrolio “immediatamente” consegnati agli Stati Uniti. E’ il primo dividendo che Donald Trump prevede di incassare dopo l’operazione militare con cui Washington ha deposto Nicolas Maduro in Venezuela. “Sono lieto di annunciare che le autorità di transizione in Venezuela consegneranno agli Stati Uniti d’America tra i 30 e i 50 milioni di barili di petrolio di alta qualità, non soggetto a sanzioni – ha scritto il presidente su Truth -. Questo petrolio sarà venduto al prezzo di mercato e il ricavato sarà gestito da me, in qualità di Presidente degli Stati Uniti d’America, per garantire che venga utilizzato a beneficio del popolo venezuelano e degli Stati Uniti!”. “Ho chiesto al segretario all’Energia Chris Wright di attuare immediatamente questo piano. Il petrolio sarà trasportato tramite navi cisterna e consegnato direttamente ai terminali di scarico negli Stati Uniti”, ha aggiunto il presidente statunitense.
Continua, intanto, la conta delle conseguenze del raid del 3 gennaio. In base alle stime di funzionari degli Stati Uniti, riferisce il Washington Post, sono circa 75 le persone rimaste uccise, cifra che include decine di vittime morte in uno scontro a fuoco nel compound presidenziale a Caracas. Le fonti citate hanno parlato a condizione di mantenere l’anonimato e hanno precisato che le stime tengono conto delle forze di sicurezza venezuelane e cubane, nonché dei civili rimasti coinvolti nella sparatoria. Le cifre corrispondono approssimativamente a una stima che funzionari venezuelani avevano condiviso nei giorni scorsi. Per il Pentagono, non sono morti soldati Usa, ma 7 sono rimasti feriti.
Caracas però al momento fornisce altri numeri. La presidente ad interim, Delcy Rodríguez, ha annunciato di aver indetto sette giorni di lutto nazionale in onore delle vittime venezuelane. Secondo il governo, almeno 24 soldati hanno perso la vita durante l’attacco, una cifra che porta a 56 il numero totale di morti confermate a causa dell’incursione di Washington. In precedenza, il governo di Cuba aveva annunciato il decesso di 32 membri delle sue forze di sicurezza durante questa operazione.
Il resto del Sudamerica si interroga sulle prossime mosse della Casa Bianca. La presidente del Messico Claudia Sheinbaum ha definito una “possibilità molto lontana” l’ipotesi di un intervento militare degli Stati Uniti in territorio messicano. Nonostante le tensioni regionali legate al caso Venezuela, la leader ha rassicurato sulla solidità dei rapporti bilaterali, evidenziando l’esistenza di un dialogo fluido tra le cancellerie e i comandi militari dei due Paesi. Sheinbaum ha chiarito che alle pressioni di Washington si risponde con maggiore comunicazione, non con la sottomissione. La titolare dell’esecutivo ha inoltre sottolineato la necessità di reciprocità: se gli Usa chiedono maggiori sforzi al Messico, ha detto, devono impegnarsi altrettanto nel bloccare il traffico d’armi verso sud e il riciclaggio di denaro. “Non abbiamo bisogno di ingerenze esterne“, ha concluso, ammonendo l’opposizione sui rischi di invocare aiuti stranieri.
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