F1 | La Racing Bulls VCARB03 e il primo assaggio della stagione 2026: l’analisi tecnica della monoposto
- Postato il 21 gennaio 2026
- F1 Analisi
- Di F1ingenerale
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La Racing Bulls ha debuttato ieri a Imola con la nuova VCARB03 per lo shakedown della prima monoposto della nuova era generazionale.
La Racing Bulls ha colto di sorpresa gli appassionati esordendo ieri in pista con la nuova VCARB03, protagonista di uno shakedown sul circuito di Imola. Il team di Faenza ha proseguito oggi con i 200 km disponibili del filming day, completando così il debutto della prima monoposto della nuova era post ground effect.
Il render mostrato in occasione della presentazione anticipava alcune novità interessanti, ma la monoposto vista in pista presenta ulteriori affinamenti, che offrono un primo assaggio di ciò che vedremo nella stagione 2026.
Confermato il push-rod
Per quanto riguarda lo schema sospensivo, la Racing Bulls adotta il push-rod sia all’anteriore sia al posteriore: nel 2025 il team aveva scelto uno schema pull-rod all’anteriore e push-rod al posteriore. La tendenza delle nuove monoposto sembra orientarsi verso il push-rod, soprattutto per esigenze aerodinamiche, che risultano ben diverse con questa generazione di vetture.

L’assenza dei canali ha riportato i team verso il push-rod, che garantisce un accesso più semplice in fase di regolazione dell’assetto e libera maggiore spazio sotto al telaio. Si nota inoltre una limitata ricerca nell’aumentare l’angolo di anti-dive dei braccetti, che appaiono quasi allineati
Ritorna l’assetto rake, con il posteriore più alto dell’anteriore, per sfruttare al massimo il carico generato dal diffusore. Le monoposto 2026 sembrano segnare un piacevole ritorno al passato e dovrebbero semplificare la ricerca dell’assetto ideale, dopo un’era in cui i team hanno spesso faticato a trovare la giusta finestra di funzionamento.
Aerodinamica spinta per cercare l’outwash
L’ala anteriore mantiene un disegno simile a quello visto in presentazione, ma introduce un endplate rimodellato e un flap verticale sul diveplane, modifiche che mirano a indirizzare i flussi d’aria verso l’esterno. Il team conferma i due attuatori laterali per l’aerodinamica attiva, una scelta che dovrebbe ridurre il disturbo aerodinamico, a scapito però del peso, superiore rispetto alla soluzione con attuatore centrale. Quest’ultima appare la più efficiente e con ogni probabilità vedrà i team convergere verso questo schema.

Colpisce subito la presa d’aria sopra la testa del pilota, che aumenta notevolmente di dimensioni per alimentare parte dei sistemi elettrici, affiancata dalle bocche d’aria nelle pance laterali che contribuiscono al raffreddamento della power unit Ford. Le pance diminuiscono di volume e tornano a un disegno downwash simile al periodo pre-2022, con il ritorno della zona “coca-cola”, necessaria per alimentare meglio il flusso d’aria verso il retrotreno. Compare anche un tirante obliquo per il fondo, che da quest’anno torna a essere piatto. I nuovi bargeboard, semplificati dal regolamento, ricalcano quanto visto nei render, ma il team adotterà soluzioni diverse sulla monoposto definitiva. È lecito aspettarsi forme profondamente diverse anche per l’ala anteriore, che al momento manca ancora di alcuni elementi come il diveplane superiore, oltre a cofano e pance.

Il team di Faenza ha scelto di non scoprire le proprie carte per il 2026, scendendo in pista con una versione ancora primordiale della VCARB03. Insieme alla Racing Bulls, anche Audi, Cadillac e Alpine sono scese in pista senza riscontrare problemi evidenti. La stagione 2026 si preannuncia estremamente complessa per tutti, ma le premesse appaiono decisamente positive.
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