“Pfas indispensabili per le armi? Gravi effetti sulla salute: mettiamoli al bando”: dal Veneto l’appello dei cittadini

  • Postato il 19 gennaio 2026
  • Ambiente
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Parte da Verona un appello alle amministrazioni comunali italiane per chiedere la messa al bando dei Pfas, le sostanze perfluoroalchiliche tristemente note come gli “inquinanti eterni”. Accade nel Veneto devastato dagli effetti della produzione della Miteni di Trissino, che ha contaminato la falda, interessando tre province (Vicenza, Verona e Padova), con 350 mila utenti degli acquedotti. Decine di associazioni, comitati e gruppi organizzati di attivisti (tra cui le Mamme No Pfas, Legambiente, ISDE, Italia Nostra), si sono riunite nel coordinamento Rete Zero Pfas Veneto, avviando mesi fa una campagna mirata ad ottenere dal Parlamento italiano una legge che vieti la produzione, la commercializzazione e l’utilizzo dei Pfas.

“Abbiamo visto che a Bruxelles la Commissione intima al Parlamento europeo di non porre limiti ai Pfas perché ciò comporterebbe ‘rischi per la competitività globale dell’Europa’, in particolare nei settori della produzione di armi, aerospaziale e nella produzione di semiconduttori, ignorando al contempo i gravi effetti sulla salute dei cittadini esposti a queste sostanze” spiegano Luisa Aprili e Marco Corbellari, rispettivamente presidente e segretario dell’associazione “Il mondo di Irene” che ha già coinvolto la quasi totalità dei consigli comunali della provincia veronese. “Contro la protezione industriale dei Pfas ad agire sono i cittadini, a partire da coloro che sono più esposti all’inquinamento. Vogliamo rivoltare il paradigma, mettendo la salute delle persone e la tutela dell’ambiente davanti agli interessi economici”.

La raccolta di adesione formale a livello amministrativo, si è attuata con il testo di una mozione inviata ai comuni del Veneto. È cominciata nel febbraio 2024 e dopo due anni sono 129 le assemblee comunali che hanno approvato il documento. Di queste, 95 si trovano nella provincia di Verona, che è stata coperta quasi totalmente (ne mancano solo 3), grazie all’impegno dell’associazione “Il mondo di Irene” che ha contattato personalmente i sindaci e gli amministratori. La stessa mozione è stata approvata anche dai consigli regionali del Veneto, del Piemonte e dell’Umbria, nonché dai consigli provinciali di Verona e Vicenza. L’adesione è venuta da alcuni comuni in Lombardia, Piemonte e Liguria, ma l’iniziativa punta ora ad allargare la copertura a tutta Italia.

“L’esperienza fatta in provincia di Verona, con la partecipazione di rappresentanti delle associazioni alle sedute dei consigli comunali in occasione dell’approvazione della mozione, ha permesso di creare una rete con gli amministratori e il progetto di un evento divulgativo rivolto a sindaci, amministratori e cittadini che verrà organizzato in collaborazione con la Provincia di Verona nelle prossime settimane” aggiungono Aprili e Corbellari. “Entriamo in una nuova fase, a livello nazionale, per identificare un comune in ogni regione d’Italia dove portare in approvazione la mozione che chiede lo sto dei Pfas. Sarebbe un gesto simbolico di unione nazionale su un problema che erroneamente viene considerato limitato ad alcune aree del paese, mentre riguarda tutti e tutte le realtà, vista la diffusione capillare di queste sostanze nell’ambiente in sul territorio nazionale”.

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Il Fatto Quotidiano

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