Picchia la compagna davanti ai figli, fermato un uomo nel Vulture Melfese

  • Postato il 21 gennaio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Picchia la compagna davanti ai figli, fermato un uomo nel Vulture Melfese

Aggredisce e picchia la compagna, convivente in un centro del Vulture Melfese, davanti ai figli piccoli: fermato l’uomo. Per lui il divieto d’avvicinamento alla donna e braccialetto elettronico


È ancora buio quando, in un centro del Vulture Melfese, una richiesta disperata arriva al numero unico di emergenza 112. In pochi minuti la macchina dei soccorsi si mette in moto e i Carabinieri della Compagnia di Melfi raggiungono un’abitazione dove è appena scoppiata una violenta lite domestica. All’interno, secondo quanto ricostruito dall’Arma, un operaio di 36 anni, già noto alle forze dell’ordine, ha appena aggredito fisicamente la propria convivente.

Una discussione nata per futili motivi degenera rapidamente e sfocia nella violenza. La scena si consuma davanti ai figli minori della coppia, costretti ad assistere all’aggressione. La donna riporta lesioni giudicate guaribili in cinque giorni, ma il quadro che emerge spinge i militari ad attivare immediatamente le tutele previste dal “Codice Rosso”. Sul posto, l’attività investigativa dei Carabinieri va oltre l’episodio appena avvenuto. Gli accertamenti fanno emergere una situazione ben più articolata: quella violenza non è un fatto isolato, ma l’ultimo anello di una catena di condotte maltrattanti che, secondo quanto accertato, si protraggono da anni.

LE MISURE CAUTELARI

Alcuni episodi- riportano i militari nella nota diffusa ieri – già segnalati in passato, delineano un contesto familiare segnato da tensioni e soprusi ripetuti. Alla luce degli elementi raccolti, per il 36enne l’arresto in flagranza per maltrattamenti. Dopo le formalità di rito, l’uomo viene portato nel Carcere di Melfi, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Nelle ore successive, il Giudice per le indagini preliminari convalida l’arresto e dispone nei confronti dell’indagato – per il quale resta fermo il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva – una serie di misure cautelari: allontanamento dalla casa familiare, divieto di avvicinamento alla vittima e applicazione del braccialetto elettronico.

«I vertici del Comando Provinciale Carabinieri di Potenza – si legge nella nota diffusa ieri – ribadiscono come la tempestività della chiamata alle Forze dell’Ordine rappresenti un requisito essenziale per interrompere spirali di violenza potenzialmente tragiche: rivolgersi con fiducia al 112 o alle Stazioni Carabinieri dislocate sul territorio non è solo una richiesta di aiuto, ma il primo e decisivo passo affinché lo Stato possa spiegare le proprie tutele prima che le situazioni degenerino».
Dall’Arma ribadiscono che «la protezione delle donne e dei minori, troppo spesso testimoni silenziosi o vittime dirette di violenze domestiche, rappresenta una priorità strategica».

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