Roberto Repole propone che la Cittadella dei Santi Sociali di Torino diventi patrimonio Unesco

  • Postato il 19 gennaio 2026
  • Cultura
  • Di Quotidiano Piemontese
  • 4 Visualizzazioni

Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, durante la cerimonia inaugurale della scultura dedicata alla venerabile marchesa Giulia di Barolo, ha lanciato la proposta lavorare a un progetto di candidatura, a patrimonio dell’Umanità Unesco, del “chilometro quadrato della carità”, l’area della città che comprende, tra gli altri, il Distretto Sociale Barolo, il Cottolengo, Valdocco e il Sermig.

Il cardinale Repole giustifica le sue proposte:

Mi piace pensare che questa statua sia un faro posto in una piccola cittadella. Un chilometro quadrato che è una città nella città, un’area di una grandezza spettacolare per le vicende di Torino, italiane e dell’umanità. Qui abbiamo Palazzo Barolo, poco distante la Consolata, il Valdocco di Don Bosco, il Cottolengo e il Distretto Sociale Barolo e poi ancora il Sermig. Tutti più o meno in un chilometro quadrato.

Allora ho fatto un sogno che esprimo, visto che oggi sono qui presenti anche le massime autorità civili, il presidente della Regione e il sindaco di Torino. Da arcivescovo ho sognato di rendere questa “cittadella della carità” un patrimonio dell’umanità. Perché? Perché viviamo tempi in cui tutto diventa patrimonio dell’umanità, ma il pericolo è che si stia perdendo l’umanità.

Penso che il più grande patrimonio dell’umanità sia l’umanità stessa. La vicenda di questo chilometro quadrato ci dice appunto che è possibile rimanere umani, e rimanerlo, insieme a tutte le donne e gli uomini, a cominciare dagli ultimi. È un sogno che lancio qui perché mi sembra il luogo giusto, chissà se potrà avverarsi. In ogni caso non è brutto sognare.

L'articolo Roberto Repole propone che la Cittadella dei Santi Sociali di Torino diventi patrimonio Unesco proviene da Quotidiano Piemontese.

Autore
Quotidiano Piemontese

Potrebbero anche piacerti