Sequestro beni da 1,3 milioni tra Reggio, Roma e Milano a clan di Sant’Eufemia
- Postato il 5 febbraio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Sequestro beni da 1,3 milioni tra Reggio, Roma e Milano a clan di Sant’Eufemia

Sequestro beni da 1,3 milioni per esponenti del clan di Sant’Eufemia: sigilli a imprese e immobili tra Reggio, Roma e Milano.
REGGIO CALABRIA – Un impero costruito all’ombra della ‘ndrangheta, con ramificazioni che dall’Aspromonte arrivavano fino ai centri nevralgici dell’economia nazionale. La Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha eseguito oggi, 5 febbraio 2026, un maxi sequestro di beni per un valore complessivo di 1,3 milioni di euro nei confronti di due figure chiave dell’inchiesta “Eyphemos”. Il provvedimento, emesso dalla sezione Misure di Prevenzione del Tribunale reggino su richiesta del Procuratore Giuseppe Borrelli e dell’aggiunto Stefano Musolino, ha colpito il patrimonio di Cosimo Cannizzaro, alias “Spagnoletta”, e del genero Giuseppe Bagnato, detto “Pinuccio”.
IL PROFILO DEGLI INDAGATI: DALLE ESTORSIONI ALLA “LOCALE”
L’operazione “Eyphemos” aveva già scoperchiato gli assetti della cellula mafiosa di Sant’Eufemia d’Aspromonte e i suoi solidi legami con la potente cosca Alvaro di Sinopoli. Secondo gli inquirenti Cosimo Cannizzaro era un punto di riferimento per i contatti con affiliati nazionali e internazionali, arrivando a tessere relazioni persino in Australia. Il suo ruolo spaziava dalle questioni di affiliazione alla gestione delle pretese estorsive ai danni degli imprenditori locali. Giuseppe Bagnato, invece, deceduto nel 2024 dopo la condanna in primo grado a 15 anni era considerato dagli inquirenti un soggetto carismatico, dotato di tale influenza da essere ritenuto capace di costituire una nuova “locale” di ‘ndrangheta.
SANT’EUFEMIA, AZIENDE E IMMOBILI: IL SEQUESTRO DI BENI MULTI-REGIONALE
Le indagini patrimoniali condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno fatto emergere una palese sproporzione tra i redditi dichiarati e l’effettivo tenore di vita degli indagati, titolari di vasti interessi nel settore dell’edilizia e dei servizi.I sigili delle Fiamme Gialle sono scattati nelle province di Reggio Calabria, Roma e Milano, interessando: 3 ditte individuali e 2 imprese operanti nei settori dell’edilizia, dell’energia e della contabilità dati. E, immobili, rapporti bancari, finanziari e assicurativi.
L’ATTESA PER LA CASSAZIONE
Mentre per Bagnato il percorso giudiziario si è interrotto con il decesso, la posizione di Cannizzaro (già condannato a 14 anni in Appello) resta al vaglio dei giudici. Il prossimo 17 febbraio la Corte di Cassazione dovrà pronunciarsi definitivamente, mettendo la parola fine a uno dei tronconi più significativi del processo “Eyphemos”.
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