Studentato nell’ex ospedale psichiatrico di Quarto: un tavolo per progettare la rigenerazione urbana

  • Postato il 10 marzo 2026
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  • Di Genova24
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Genova. Un tavolo con tutti i “proprietari” ma anche con le associazioni che da tempo vivono e portano avanti attività in quei locali, per trovare un progetto condiviso di rigenerazione urbana che possa essere un valore aggiunto per tutta la città. Questa la road map dell’amministrazione comunale di Genova a proposito del progetto di un nuovo studentato nei locali dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto e presentata questo pomeriggio in Sala rossa, durante il question time del Consiglio comunale.

A presentarlo l’assessore all’edilizia pubblica e al patrimonio Davide Patrone, che fa il punto della situazione: “Il complesso immobiliare che citavate è di proprietà di CDP Real Asset ed è vincolato ai sensi del decreto legislativo 42 del 2004 e consta di un edificio principale di alcuni edifici minori per circa 24.786 metri quadri di superficie lorda complessiva su un lotto enorme di 55.000 metri quadri. Il quadro urbanistico della zona è un quadro composito e che vede due piani urbanistici operativi, due PUO come si dice, che però in questi anni non hanno trovato un’effettiva realizzazione. Nella specie il 20 ottobre del 2017 la Giunta Comunale aveva approvato il PUO che riguardava anche l’immobile di CDP che avrebbe consentito l’insediamento di funzioni private, tra cui residenze, uffici, strutture ricettive, alberghiere, servizi privati, uso pubblico, connettivo urbano e esercizi di vicinato”.

“Nel 2018 è stata sottoscritta la convenzione urbanistica a seguito di quel piano operativo – ha aggiunto rispondendo all’interrogazione portata in aula dai consiglieri Garzarelli (Avs) e Mesmaeker (M5s) – ma la partita urbanistica è tutta aperta perché sia il PUO convenzionato con CDP che l’altro PUO che riguarda la proprietà di Arte è come se non fossero mai stati approvati sostanzialmente, perché sia quello convenzionato, sia quello che invece non è stato reso operativo non hanno mai trovato attuazione. E quindi da quando ci siamo insediati anche su una forte spinta della cittadinanza, coerentemente col programma elettorale e anche con coloro che fanno politica a livello territoriale nel levante cittadino, abbiamo subito ripreso la partita, abbiamo iniziato un’interlocuzione con Cassa Depositi e Prestiti per traguardare un obiettivo di rigenerazione”.

E poi la road map: “Quello che ci sentiamo di dire, riprendendo anche quanto aveva detto in sede di accordo di programma la superintendenza anni addietro, è che la prima necessità è quella di lavorare su un progetto unitario per tutta l’area. Ed è proprio questa la strada che intendiamo percorrere oggi. Molti sono infatti i temi che devono essere affrontati in maniera unitaria, come sistema complessivo. Ad esempio, oltre alle funzioni che abbiamo citato finora, tra cui quella di studentato per rivitalizzare alcuni edifici abbandonati, citava il consigliere Garzarelli il tema del verde dell’area, considerando che la sola parte di CDP è di 55.000 metri quadri, e quello della mobilità. Ora, è evidente che quella di cui discutiamo oggi è un’area strategica e a elevata accessibilità, inserita in un contesto territoriale strategico. E proprio per questo, a nostro avviso, è possibile immaginare una rivitalizzazione che parta proprio da un ragionamento sull’insediamento di funzioni legate ai settori della ricerca, dell’innovazione, della tecnologia, dell’istruzione e della formazione”

“Da qui, come dicevo, è nata l’interlocuzione con CDP in merito alla valorizzazione dell’area, a partire dall’ipotesi di uno studentato. Mentre va avanti questa interlocuzione con CDP, che sta valutando anche diverse ipotesi insieme a sviluppatori per arrivare a un progetto sulla sua proprietà, ricordiamoci che è la proprietà di Cassa Depositi e Prestiti, non del Comune, la collega Coppola, che ha la regia sotto il profilo urbanistico con il sottoscritto, ha convocato entro la fine di marzo un primo tavolo di confronto con tutti i soggetti che hanno proprietà in quell’area, quindi con Arte, con l’ASL e con Cassa Depositi e Prestiti. Seguirà poi un tavolo con chi vive e chi anima quei luoghi, la rete dell’ex ospedale di Quarto, tutte le realtà del terzo settore presenti nell’area, che svolgono un lavoro socialmente e culturalmente straordinario, una ricchezza assoluta per l’intera città, che parte proprio dall’idea della cura, come è stata giustamente dismessa dopo la legge Basaglia, fino alle evoluzioni della cura sulla persona che quell’innovazione legislativa aveva portato”.

“Quindi, confermiamo tutte le interlocuzioni con CDP – conclude Patrone – confermiamo il lavoro per arrivare a un piano di valorizzazione e attendiamo anche che, convocando questo tavolo, sia Cassa Depositi e Prestiti stessa a mettere in campo un progetto che veda lo studentato come fulcro e che risponda a quelle che sono state le interlocuzioni anche che la sindaca stessa ha avuta con i vertici e il management di Cassa. E, contemporaneamente, confermiamo la volontà di traguardare un progetto unitario di rigenerazione insieme a tutti i soggetti proprietari e nel coinvolgimento anche dei soggetti che non sono proprietari ma che vivono e che animano quelle zone. È evidente che l’operazione poi avrà una pluralità di funzioni per la sostenibilità economica della stessa, quindi c’è lo studentato, bisogna valutare anche quali sono le altre funzioni previste sotto il profilo urbanistico per una sostenibilità dell’operazione”.

Autore
Genova24

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