Arte, architettura, performance e geopolitica. Il programma delle mostre 2026 al MAXXI di Roma e L’Aquila
- Postato il 22 gennaio 2026
- Arte Contemporanea
- Di Artribune
- 1 Visualizzazioni

Tra grandi retrospettive internazionali, nuove produzioni e un forte investimento sull’arte italiana contemporanea, il Museo MAXXI inaugura il 2026 ricco di eventi e progetti. Un calendario fitto, che si estende da gennaio fino all’inizio del 2027, in dialogo con l’80esimo anniversario della Costituzione della Repubblica Italiana e con il progetto di rigenerazione del Grande MAXXI, il progetto di rigenerazione urbana che trasformerà il quartiere Flaminio con l’intervento di Bas Smets (a cui si affiancano i lavori per il MAXXI Hub, futuro edificio multifunzionale progettato dallo studio LAN).
Ecco tutti gli appuntamenti da non perdere.
1 / 9
2 / 9
3 / 9
4 / 9
5 / 9
6 / 9
7 / 9
8 / 9
9 / 9
Il 2026 al MAXXI di Roma. Dalla creatività italiana allo sguardo globale
Il nuovo anno si apre, a fine gennaio, con due progetti speciali che segnano subito il tono della programmazione. Il primo è il ritorno di William Kentridge con BREATHE DISSOLVE RETURN, che riunisce immagini, suoni e musica originale di Philip Miller, allestita nella Galleria 5 a partire dal 30 gennaio. Un progetto che rafforza la vocazione del MAXXI come spazio di contaminazione tra arti visive e performative.
Pochi giorni dopo, lo Spazio Extra MAXXI accoglie Franco Battiato. Un’altra vita, una mostra-evento che rende omaggio al musicista e intellettuale siciliano a cinque anni dalla scomparsa, restituendone la complessità poetica e filosofica.
Dal 20 marzo, invece, torna protagonista il design con la seconda edizione di ENTRATE, il programma che trasforma l’ingresso del museo: lo studio spagnolo TAKK ridisegna la lobby con sei “follie” interattive e mobili, pensate come spazi da abitare più che da attraversare.

Arte italiana, archivi e architettura in mostra a Roma
Cuore della programmazione prende avvio il 2 aprile con Tragicomica. L’arte italiana dal secondo Novecento ad oggi, una mostra collettiva che propone una rilettura multidisciplinare della produzione culturale italiana dal dopoguerra. Curata da Andrea Bellini e Francesco Stocchi, l’esposizione mette al centro l’ironia e l’autoironia come cifra identitaria, coinvolgendo oltre 140 artisti e aprendo il discorso a cinema, teatro, letteratura e filosofia.
Nello stesso periodo si apre anche il focus dedicato all’Archivio della rivista “segno”, che ripercorre cinquant’anni di dibattito sull’arte contemporanea internazionale.
Dal 23 aprile arriva a Roma, dopo il successo aquilano, il secondo capitolo della monografica su Andrea Pazienza. Non sempre si muore approfondisce il rapporto tra parola e immagine nell’opera del leggendario fumettista, attraverso centinaia di tavole e personaggi iconici.
In concomitanza con le celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica, inaugura a fine maggio Architetture dall’Italia, una grande ricognizione sull’architettura italiana contemporanea e sulle nuove generazioni, affiancata dal progetto NXT e dall’installazione temporanea estiva nella piazza del museo. Parallelamente prende forma MILAN UNIT di Ramak Fazel, un vasto archivio visivo dedicato alla scena del design e dell’architettura italiana tra anni Novanta e Duemila.

L’autunno: premi, retrospettive e nuovi scenari al Museo MAXXI
A settembre torna il MAXXI Bulgari Prize che, per la prima volta, presenta una terna interamente femminile – Chiara Bersani, Adji Dieye e Margherita Moscardini – con opere site specific.
L’autunno segna un deciso allargamento dello sguardo oltre i confini nazionali. A ottobre apre la mostra dedicata a Gordon Matta-Clark, figura chiave dell’arte radicale e partecipativa, mentre prosegue il programma NATURE con l’installazione site specific di Tatiana Bilbao.
Tra novembre e dicembre si susseguono progetti che intrecciano archivi, performance e visioni del futuro: da 11 plus Rooms di Hans Ulrich Obrist, Klaus Biesenbach e Francesco Stocchi, fino alla mostra Sensing the Future, che mette in dialogo futurismo storico e pratiche contemporanee.
Chiude l’anno La geopolitica dell’architettura, un progetto che indaga il rapporto tra instabilità globale e progetto architettonico, affiancato dal focus sul Villaggio Olimpico di Roma come esperimento di coabitazione internazionale.
Il 2026 al MAXXI L’Aquila. Capitale della Cultura e grandi protagonisti
Il MAXXI L’Aquila apre il 2026 con una mostra di respiro internazionale: Ai Weiwei. Aftershock, a cura di Tim Marlow, inaugura il 28 aprile a Palazzo Ardinghelli, ripercorrendo cinque decenni di carriera dell’artista cinese attraverso temi come disastri, conflitti e responsabilità collettiva.
Nel contesto di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, il museo è tra i protagonisti di un ricco programma diffuso: dalla grande performance urbana di Marinella Senatore, che coinvolge attivamente la città, alla mostra Convergenze e continuità dedicata all’architettura abruzzese del Novecento.
A settembre, infine, inaugura la grande mostra su Fabio Mauri, curata da Maurizio Cattelan e Marta Papini, che celebra il centenario della nascita dell’artista e il suo legame con la città.
L’articolo "Arte, architettura, performance e geopolitica. Il programma delle mostre 2026 al MAXXI di Roma e L’Aquila" è apparso per la prima volta su Artribune®.