Arte, architettura, performance e geopolitica. Il programma delle mostre 2026 al MAXXI di Roma e L’Aquila

Tra grandi retrospettive internazionali, nuove produzioni e un forte investimento sull’arte italiana contemporanea, il Museo MAXXI inaugura il 2026 ricco di eventi e progetti. Un calendario fitto, che si estende da gennaio fino all’inizio del 2027, in dialogo con l’80esimo anniversario della Costituzione della Repubblica Italiana e con il progetto di rigenerazione del Grande MAXXI, il progetto di rigenerazione urbana che trasformerà il quartiere Flaminio con l’intervento di Bas Smets (a cui si affiancano i lavori per il MAXXI Hub, futuro edificio multifunzionale progettato dallo studio LAN). 
Ecco tutti gli appuntamenti da non perdere.

Il 2026 al MAXXI di Roma. Dalla creatività italiana allo sguardo globale

Il nuovo anno si apre, a fine gennaio, con due progetti speciali che segnano subito il tono della programmazione. Il primo è il ritorno di William Kentridge con BREATHE DISSOLVE RETURN, che riunisce immagini, suoni e musica originale di Philip Miller, allestita nella Galleria 5 a partire dal 30 gennaio. Un progetto che rafforza la vocazione del MAXXI come spazio di contaminazione tra arti visive e performative.

Pochi giorni dopo, lo Spazio Extra MAXXI accoglie Franco Battiato. Un’altra vita, una mostra-evento che rende omaggio al musicista e intellettuale siciliano a cinque anni dalla scomparsa, restituendone la complessità poetica e filosofica.
Dal 20 marzo, invece, torna protagonista il design con la seconda edizione di ENTRATE, il programma che trasforma l’ingresso del museo: lo studio spagnolo TAKK ridisegna la lobby con sei “follie” interattive e mobili, pensate come spazi da abitare più che da attraversare.

MAXXI, Maurizio Cattelan, Marta Papini © Luca Parisse
MAXXI, Maurizio Cattelan, Marta Papini © Luca Parisse

Arte italiana, archivi e architettura in mostra a Roma 

Cuore della programmazione prende avvio il 2 aprile con Tragicomica. L’arte italiana dal secondo Novecento ad oggi, una mostra collettiva che propone una rilettura multidisciplinare della produzione culturale italiana dal dopoguerra. Curata da Andrea Bellini e Francesco Stocchi, l’esposizione mette al centro l’ironia e l’autoironia come cifra identitaria, coinvolgendo oltre 140 artisti e aprendo il discorso a cinema, teatro, letteratura e filosofia.
Nello stesso periodo si apre anche il focus dedicato all’Archivio della rivista “segno”, che ripercorre cinquant’anni di dibattito sull’arte contemporanea internazionale.

Dal 23 aprile arriva a Roma, dopo il successo aquilano, il secondo capitolo della monografica su Andrea Pazienza. Non sempre si muore approfondisce il rapporto tra parola e immagine nell’opera del leggendario fumettista, attraverso centinaia di tavole e personaggi iconici.
In concomitanza con le celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica, inaugura a fine maggio Architetture dall’Italia, una grande ricognizione sull’architettura italiana contemporanea e sulle nuove generazioni, affiancata dal progetto NXT e dall’installazione temporanea estiva nella piazza del museo. Parallelamente prende forma MILAN UNIT di Ramak Fazel, un vasto archivio visivo dedicato alla scena del design e dell’architettura italiana tra anni Novanta e Duemila.

MAXXI Geopolitica. Arcity Office, Six Bricolage Houses, U1 Platform Market, Nantou Ancient City in Shenzhen, photo by Bai Yu
MAXXI Geopolitica. Arcity Office, Six Bricolage Houses, U1 Platform Market, Nantou Ancient City in Shenzhen, photo by Bai Yu

L’autunno: premi, retrospettive e nuovi scenari al Museo MAXXI 

A settembre torna il MAXXI Bulgari Prize che, per la prima volta, presenta una terna interamente femminile – Chiara Bersani, Adji Dieye e Margherita Moscardini – con opere site specific.
L’autunno segna un deciso allargamento dello sguardo oltre i confini nazionali. A ottobre apre la mostra dedicata a Gordon Matta-Clark, figura chiave dell’arte radicale e partecipativa, mentre prosegue il programma NATURE con l’installazione site specific di Tatiana Bilbao.

Tra novembre e dicembre si susseguono progetti che intrecciano archivi, performance e visioni del futuro: da 11 plus Rooms di Hans Ulrich Obrist, Klaus Biesenbach e Francesco Stocchi, fino alla mostra Sensing the Future, che mette in dialogo futurismo storico e pratiche contemporanee.
Chiude l’anno La geopolitica dell’architettura, un progetto che indaga il rapporto tra instabilità globale e progetto architettonico, affiancato dal focus sul Villaggio Olimpico di Roma come esperimento di coabitazione internazionale.

Il 2026 al MAXXI L’Aquila. Capitale della Cultura e grandi protagonisti

Il MAXXI L’Aquila apre il 2026 con una mostra di respiro internazionale: Ai Weiwei. Aftershock, a cura di Tim Marlow, inaugura il 28 aprile a Palazzo Ardinghelli, ripercorrendo cinque decenni di carriera dell’artista cinese attraverso temi come disastri, conflitti e responsabilità collettiva.
Nel contesto di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, il museo è tra i protagonisti di un ricco programma diffuso: dalla grande performance urbana di Marinella Senatore, che coinvolge attivamente la città, alla mostra Convergenze e continuità dedicata all’architettura abruzzese del Novecento.
A settembre, infine, inaugura la grande mostra su Fabio Mauri, curata da Maurizio Cattelan e Marta Papini, che celebra il centenario della nascita dell’artista e il suo legame con la città.

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Autore
Artribune

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