Il nutrimento tra presenza e scarsità al centro di una mostra a Roma
- Postato il 21 gennaio 2026
- Arte Contemporanea
- Di Artribune
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Il nutrimento, come fatto fisico e mentale, è al centro di Anatomie Spontanee, mostra che, riunendo gli esiti di due progetti paralleli sviluppati nel 2025: Anatomie del Nutrimento, a cura di Cities Art Projects, e Roots and Routes, realizzato da Latitudo Art Projects nell’ambito della piattaforma europea Magic Carpets, dietro un’atmosfera di vivacità e leggerezza, si distingue per una profonda connotazione politica e sociale. Tutti gli artisti coinvolti, infatti, hanno affrontato il tema ragionando non solo sulla presenza del cibo ma anche sulla scarsità, l’assenza, la perdita, una condizione oggi altamente diffusa a causa delle numerose crisi mondiali in corso e lo hanno fatto coinvolgendo attivamente membri di comunità, scuole e case famiglia dei Municipi III e XV della Capitale. Il progetto, a cura di Paola Farfaglio e Benedetta Carpi De Resmini, nello spazio Parentesi di Roma Smistamento al Centro Culturale TWM Factory, instaura un dialogo tra i diversi protagonisti che, focalizzandosi sui cibi alla base dell’alimentazione, come acqua, pane e latte, ne mettono in evidenza l’universalità, in quanto elementi condivisi da tutti gli esseri umani in ogni tempo e località.

I progetti di Gaia e Greta Scaramella per Anatomie Spontanee al TWM Factory di Roma
Il latte, nella ricerca delle sorelle Gaia e Greta Scaramella, rispettivamente artista e sociologa, che hanno lavorato con i bambini della scuola Saxa Rubra, diventa il pretesto per riflettere sulla condizione di necessità in cui versano molte donne nel mondo, private della possibilità di esercitare a pieno la loro maternità, ovvero di allattare. E se nella visione di Greta Scaramella il latte diventa parola e favola, una forma narrativa di cura che accompagna e sostiene, proprio come il primo alimento che si riceve nella vita; nell’installazione Milk di Gaia Scaramella (Roma, 1979), diventa l’occasione per riflettere sull’assenza del latte, nella sua valenza di alimento simbolico, culturale e politico. Una struggente costellazione di colini vuoti appesi al muro nella poetica dell’artista diventa metafora dei seni che, anziché essere ricolmi di latte ne sono privati, svuotati dall’indigenza e dalla violenza. Come racconta Benedetta Carpi De Resmini: “L’opera è una meditazione sulle condizioni dei bambini che nelle molte aree colpite dalle guerre non hanno accesso al latte e sulla frustrazione delle madri che non possono offrirlo. Un’opera che legandosi all’installazione sonora di Greta Scaramella, sottolinea l’importanza della cura come sostegno vitale e umano”.
La privazione alimentare come arma politica in Anatomie Spontanee a Roma
Nel loro essere schierati sulla parete, i colini/seni evocano degli ex voto, instaurando così un forte parallelismo con Ex-voto against war di Nordine Sajot (Corbeil-Essonnes, 1975) opera con cui Scaramella condivide anche la visione politica. Il lavoro, infatti, realizzato nell’ambito di Magic Carpets, durante la residenza al Centre Claude Cahun di Nantes, partendo dalle drammatiche immagini della distribuzione del cibo a Gaza “interroga il mangiare come arma politica di dominazione e, in particolare, la privazione alimentare come strumento di oppressione, restituendo al gesto quotidiano del nutrirsi una dimensione vulnerabile e urgente”.
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Le radici come elemento di unione nella ricerca di Camille Orlandini a Roma
La storia, la ricerca delle origini, sempre come elemento di unione e non di separazione, sono al centro della ricerca di Camille Orlandini artista francese, in residenza presso Latitudo Art Projects, che per Roots & Routes ha sviluppato il progetto Faire Pain Commun con la casa famiglia L’Approdo e i membri della Biblioteca Galline Bianche. A partire dalla dislocazione dei due laboratori sulle due opposte rive del Tevere, Orlandini ha sviluppato un progetto sull’acqua e sui fiumi come elementi fluidi di contatto tra i popoli. L’artista, con la video-installazione, Impastare da una sponda all’altra del Tevere, ha instaurato un’analogia complessa e vitale con il pane, alimento comune a tutte le civiltà, in cui, per usare le sue parole: “l’incontro tra acqua e grano diventa rito quotidiano e patrimonio antico”.
Il ricettario di Ombretta Gamberale ad “Anatomie Spontanee”
Sempre per il progetto Roots & Routes, sulle radici, nella stessa accezione di elemento condiviso, si sofferma Ombretta Gamberale (Roma, 1976) con Ricette memorabili, un ricettario collettivo, realizzato dai membri della casa famiglia L’Approdo e della Biblioteca Galline Bianche. Il lavoro, nato dalla condivisione di tradizioni culinarie: memorie familiari, ricette, disegni e stampe botaniche realizzate con erbe aromatiche essiccate, fa emergere il valore del cibo come archivio affettivo, come luogo in cui l’intimità diventa racconto condiviso.

Ad “Anatomie Spontanee” le radici diventano materia viva nell’opera di Caretto–Spagna
Le radici, infine, come materia viva, archetipo di rigenerazione e speranza sono al centro di ESCULENTA, installazione degli artisti torinesi Caretto–Spagna che esplorano la biodiversità e le relazioni interspecie attraverso esperienze culinarie legate alla raccolta e alla trasformazione di piante spontanee. In linea con la natura colorata, inclusiva ed energica ma al contempo politica del progetto, gli artisti hanno trasformato un tavolo posto al centro dello spazio Parentesi in un organismo attivo, “un dispositivo che rende visibile il continuo ciclo consumo > rivitalizzazione > ricrescita”, per usare le loro parole. Il piano, infatti, suddiviso in tre parti, che si potrebbero definire “tre momenti”, diventa un luogo sperimentale in cui osservare, assaggiare e annusare la metamorfosi del cavolo, da bulbo, a pianta, ad alimento da degustare e viceversa. Gli artisti, dopo aver preparato e offerto il cavolo ai visitatori – nella parte deputata alla cucina – anziché gettarne gli scarti, mostrano – nella porzione di tavolo accanto – come i resti possano diventare sinonimo di rinascita, attraverso un semplice processo di rivitalizzazione, le cui radici sono messe in luce dalla superficie specchiante del piano; per poi diventare nella terza porzione del tavolo – allestita come un orto domestico -piante in grado di produrre fiori e frutti.
Ludovica Palmieri
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L’articolo "Il nutrimento tra presenza e scarsità al centro di una mostra a Roma " è apparso per la prima volta su Artribune®.