Catanzaro, fallita la spallata  alla giunta Fiorita, il sindaco: «Ha perso la città»

  • Postato il 26 febbraio 2026
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Catanzaro, fallita la spallata  alla giunta Fiorita, il sindaco: «Ha perso la città»

Catanzaro, fallita la spallata  alla giunta Fiorita, il sindaco: «Ha perso la città». Servivano 17 firme per far cadere l’amministrazione e andare al voto a maggio. Fermi a quota  14. Sarà resa dei conti nel centrodestra.


CATANZARO – Ha aspettato paziente come il pescatore all’alba, immobile sulla riva, che osserva l’acqua. Non forza il tempo, lo asseconda. E dall’annuncio dell’avvio dell’operazione “spallata”, partita nella prima settimana di febbraio, ne è passata di acqua sotto i ponti, tra attese e indiscrezioni, parabole di entusiasmo cavalcate dai consiglieri comunali dell’opposizione pronti a sfiduciare il sindaco di Catanzaro a colpi di firme. Ma quelle necessarie – 17 entro il 24 febbraio per sperare di accedere alla finestra elettorale del 24 e 25 maggio per il voto anticipato – non sono arrivate. Non per mancanza di biro.

IL FALLIMENTO DELLA SFIDUCIA PER IL SINDACO DI CATANZARO E IL COMMENTO DI FIORITA

«La sconfitta di questo disegno non è la mia vittoria. Non ho vinto, non ha vinto nessuno, ha solo perso Catanzaro», dice Nicola Fiorita rompendo il silenzio nel day after della chiusura dell’operazione, rimasta a meno due firme utili. «Il continuo fallimento di questo ricatto a chi governa legittimamente ripropone ogni volta la debolezza politica e la famelica voglia di potere di chi lo agita. Ma la sconfitta di questo disegno non è la mia vittoria. Non ho vinto, non ha vinto nessuno, ha solo perso Catanzaro. Sempre più indebolita da chi intende la politica come scontro tra fazioni, come lotta per il potere fine a sé stesso», scrive Fiorita nei consueti pensieri social, slittati dalla domenica al mercoledì.

LE CRITICHE ALL’OPPOSIZIONE E LA STRATEGIA DI FORZA ITALIA

«Nel suo ultimo Consiglio comunale, dopo la sua elezione al Consiglio regionale e prima di annunciare le dimissioni da consigliere comunale, Marco Polimeni – ricorda Fiorita nel post, dal titolo “The Little Flame – La piccola fiammella (del cambiamento)” – aveva tratteggiato l’apertura di una fase di opposizione costruttiva e di collaborazione su alcuni dossier strategici per la città. Dopo una manciata di settimane Forza Italia, il suo partito, ha cercato di conseguire lo scioglimento del Comune – con relativo commissariamento – promuovendo le famose dimissioni dal notaio, senza che un atto così dirompente fosse supportato da una qualsivoglia motivazione politica. Non ho commentato e non commenterò questa strategia, ma vorrei introdurre nel dibattito pubblico alcune prime e minime considerazioni.

La coalizione di centrodestra guidata da Valerio Donato ha eletto 19 consiglieri comunali: la possibilità di dimettersi e di interrompere la stagione del cambiamento c’era dal primo giorno (come aveva promesso lo stesso Polimeni), c’era un anno fa (quando pure ci provarono) e ci sarà anche da domani».

IL SINDACO DI CATANZARO FIORITA, LE SFIDE PER IL FUTURO E LA NUOVA FASE POLITICA

Per Fiorita «in ogni caso, il fallimento della congiura apre una nuova fase politica che consente ancora di segnare questa consiliatura come quella della svolta epocale e non solo del cambio di direzione. Perché ciò accada occorre sicuramente uno sforzo ulteriore da parte di chi amministra, principalmente per riattivare quella partecipazione diffusa della cittadinanza in ordine alle scelte strategiche che ci attendono. Ma occorre anche uno sforzo corale che trasformi il Consiglio comunale, e i suoi interpreti, in un organo capace di tracciare la linea della ripresa economica della città, del sostegno al piccolo commercio, del rilancio duraturo del centro storico, dell’implementazione della vocazione turistica e marinara del territorio, delle scelte su ospedale, governo del territorio, periferie degradate, isola pedonale.

Chi non crede nella possibilità di ingaggiare queste sfide – o non ne è interessato – potrebbe davvero dimettersi, come feci io giusto sei anni fa, quando ritenni che il Consiglio comunale di cui facevo parte non fosse più in grado di esprimere un’azione positiva per la città. Perché le persone serie le dimissioni non le annunciano: le danno».

LA DIFESA DEL CENTROSINISTRA E LA FIAMMELLA DEL CAMBIAMENTO

Infine, aggiunge: «Echeggia ancora la voce stonata di alcuni consiglieri che esprimono la volontà di ricostruire il centrosinistra catanzarese e lo fanno firmando con il centrodestra. A parte che, ricordiamoci anche questo, il centrosinistra ha trionfato alle ultime elezioni comunali dopo tante sconfitte, mi pare evidente che il centrosinistra si rafforza stando nel e con il centrosinistra, e non stando e firmando con il centrodestra. Oggi, 25 febbraio, la piccola fiammella del cambiamento brilla ancora. Davanti a noi si apre un anno e mezzo intrigante, il tempo a disposizione perché quella piccola fiammella diventi l’incendio che abbiamo sempre atteso. Tocca a noi, a chi ci crede, a tutti coloro che vogliono una Catanzaro più forte e più giusta. Noi riaccendiamo i motori, voi riaccendete i cuori».

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