Consulta carcere-città, Vaccarezza: “L’esclusione della polizia penitenziaria? Distacco dalla realtà”

  • Postato il 28 gennaio 2026
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  • Di Genova24
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Genova. “Un errore grossolano, una mancanza di rispetto istituzionale e, soprattutto, un segnale pericoloso di distacco dalla realtà”. Non usa giri di parole il consigliere regionale Angelo Vaccarezza, che interviene nel dibattito sollevato dal Sappe (Sindacato autonomo polizia penitenziaria riguardo all’esclusione dei sindacati di categoria dalla neonata Consulta carcere-città del Comune di Genova.

Vaccarezza sposa in pieno la protesta del segretario generale Donato Capece: “È inconcepibile che in una consulta nata per parlare di carcere e territorio vengano invitati tutti (università, associazioni, dirigenti), tranne le donne e gli uomini della polizia penitenziaria. Parliamo di professionisti che vivono le sezioni detentive h24, 365 giorni all’anno, spesso in condizioni di estrema precarietà e sotto il costante rischio di aggressioni. Escluderli non è solo una svista, è un insulto a chi rappresenta lo Stato in trincea”.

“Quello che più stupisce e amareggia è il silenzio della sindaca Silvia Salis. Lei, che appartiene al corpo della polizia penitenziaria, dovrebbe essere la prima custode della dignità dei suoi colleghi. Vedere che la sua amministrazione sbatte la porta in faccia al Sappe è un paradosso doloroso. Mi chiedo se la Sindaca si sia dimenticata della divisa che indossa o sia diventata ostaggio di una burocrazia che preferisce la teoria alla pratica”.

Non permetterò che il lavoro dei nostri agenti venga sminuito o ridotto a mera comparsa. Il motto del Corpo, Despondere spem munus nostrum, parla di speranza, ma senza sicurezza e riconoscimento del personale, la speranza diventa un’illusione. Sostengo pienamente l’appello del Sappe e di Donato Capece: la polizia penitenziaria deve sedere a quel tavolo con pieni diritti. Se il Comune di Genova vuole davvero migliorare il sistema penitenziario, deve smetterla di fare ideologia e iniziare ad ascoltare chi le chiavi del carcere le gira ogni giorno. La sicurezza dei cittadini passa per la dignità di chi vigila nelle nostre carceri. Non si può parlare di integrazione e welfare ignorando la sicurezza e chi la garantisce”, conclude Vaccarezza.

Autore
Genova24

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