La fiera Artissima di Torino cerca un nuovo direttore: aperto il bando per le edizioni dal 2027 in poi

È in arrivo una nuova fase per Artissima a Torino, la fiera più contemporanea e internazionale che abbiamo in Italia. Con largo anticipo sulla scadenza dell’attuale mandato di Luigi Fassi, infatti, la Fondazione Torino Musei ha avviato una selezione pubblica per individuare il prossimo direttore o direttrice, a partire dall’edizione 2027. Le candidature resteranno aperte fino al 30 marzo 2026.

Aperto il bando per la direzione di Artissima 2027-2030

Sperimentale e capace di tenere insieme ricerca e mercato senza appiattirsi su nessuno dei due poli, Artissima, non a caso, punta su una figura ibrida, in grado di muoversi con disinvoltura tanto sul piano artistico quanto su quello manageriale. Il nuovo incarico avrà durata quadriennale e accompagnerà Artissima per le edizioni dal 2027 al 2030. A valutare i candidati sarà una commissione nominata ad hoc, mentre l’esito della selezione verrà reso pubblico attraverso i canali ufficiali della Fondazione. Alla futura direzione spetterà la responsabilità complessiva di Artissima: dalla gestione organizzativa alla qualità dei servizi, dalla tenuta economico-finanziaria alla definizione della visione culturale. Un ruolo complesso, che riflette la natura duplice della fiera, chiamata a operare in un contesto internazionale sempre più competitivo.

I requisiti dei candidati

Tra le priorità indicate dal bando figurano il rafforzamento del posizionamento globale di Artissima, lo sviluppo di strategie sostenibili sul piano economico e operativo e l’elaborazione di un piano strategico coerente con la programmazione della Fondazione Torino Musei. Ma centrale sarà anche la capacità di lavorare in sinergia con le altre strutture della Fondazione, senza rinunciare all’autonomia che ha sempre caratterizzato la fiera.

La nuova direzione di Artissima e l’importanza del brand

Non meno rilevante è il tema del brand: Artissima non è solo un evento annuale, ma un marchio culturale riconoscibile, costruito anche attraverso progetti speciali, iniziative curatoriali e un fitto programma di relazioni con istituzioni, collezionisti e network internazionali. La nuova direzione sarà chiamata a consolidare e rinnovare questo patrimonio, mantenendo viva quella tensione alla ricerca che ha fatto della fiera torinese un caso atipico nel sistema delle fiere d’arte.

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Autore
Artribune

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