La luce della pittura: Giacomo Balla e la sua grande mostra a Parma 

  • Postato il 20 gennaio 2026
  • Arti Visive
  • Di Artribune
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Un allestimento coraggioso che dialoga direttamente con le opere in mostra: fasci, segmenti di luce che, incrociandosi, compongono disegni astratti, poligoni dalle più varie forme, a ricordare, con il titolo, l’essenza della ricerca di Giacomo Balla (Torino, 1871 – Roma, 1958): Un universo di luce. È il Palazzo del Governatore, nel centro della città di Parma, in piazza Garibaldi, a ospitare questo raffinato, rigoroso percorso di conoscenza di un artista che ha saputo cambiare nel tempo, ma anche tornare a rielaborare esperienze figurative che sembravano abbandonate per sempre. Fondendo, comunque, in ogni tempo, la materia dell’opera con la luce, tra mondo fisico, fotografia e tensione espressiva, concettuale.   

La mostra dedicata a Giacomo Balla a Parma 

Le opere della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma sono ospitate a Parma come inizio di una proficua collaborazione che rende visibile un autore in tutta la sua complessità, un impegno individuale che si pone in relazione con i movimenti di quegli anni, oltre sessanta le opere esposte: “dal divisionismo agli slanci del futurismo la mostra racconta l’evoluzione di un linguaggio artistico in costante trasformazione”, scrive Andrea Gambetta, presidente di Solares Fondazione delle Arti, responsabile della produzione esecutiva, nel bel catalogo a cura di Cesare Biasini Selvaggi e Renata Cristina Mazzantini che ospita saggi, interventi di numerosi studiosi. Ogni singola opera è accompagnata da precise informazioni, anche con immagini del retro delle tele che a volte svelano schizzi, bozze di disegni, ricerche sui colori. 

Il percorso espositivo al Palazzo del Governatore 

Lungo le tredici sale espositive si segue la continua indagine di Balla nel confronto con la realtà, anche nei suoi aspetti sociali, dal realismo divisionista al futurismo (di cui firmerà il manifesto), per tornare a nuove forme di figurazione. L’occhio come camera ottica: anche nell’astrazione è la luce a guidare, determinare i ritmi. Nella prima parte potente è l’incontro con La Madre, ritratto fuori misura, e le grandi immagini Dei viventi, il polittico La pazza, I malati, Il contadino, Il mendicante, esposti secondo la volontà dell’artista – per Il contadino c’è una copia a misura naturale in bianco e nero per conservare il senso dell’insieme. 

Tutta la vitalità della pittura di Giacomo Balla 

Ricerche sul dinamismo, il trasformabile, l’astrazione seguendo in autonomia le parole guida del Futurismo. Indagini plurime per Volo di rondini, con la “velocità” che torna in diversi titoli, cui si aggiunge “spazio”, “forme”, ma anche “rumore”. Ed è Pessimismo e Ottimismo, raffinato gioco d’equilibri, a comporre il manifesto e, per un frammento, il dépliant, che ricorda come la mostra resterà aperta al pubblico fino al primo febbraio 2026. 

Valeria Ottolenghi   

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Autore
Artribune

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