Maltempo, ministro Musumeci: «Rivedere piani urbanistica e infrastrutture»

  • Postato il 25 gennaio 2026
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Maltempo, ministro Musumeci: «Rivedere piani urbanistica e infrastrutture»

Dopo il maltempo il ministro Musumeci a Melito Porto Salvo annuncia lo stato di emergenza a Melito Porto Salvo: ricostruzione basata su prevenzione e nuova pianificazione urbanistica contro l’erosione.


MELITO PORTO SALVO (REGGIO CALABRIA) – Ricostruire subito, ma soprattutto ricostruire bene. È questo il messaggio lanciato oggi, 25 gennaio 2026, dal Ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci, e dal Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, durante il sopralluogo nelle aree della costa jonica devastate dal ciclone Harry.

Il Ministro Musumeci ha annunciato che domani, 26 gennaio, si riunirà il Consiglio dei Ministri per la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale. «Non basta contare i danni», ha ammonito il Ministro osservando il lungomare di Melito in parte collassato. «Dobbiamo rivedere la pianificazione urbanistica: la protezione civile e l’urbanistica devono dialogare. In alcune zone le onde hanno divorato fino a 150 metri di spiaggia, arrivando a minacciare la ferrovia. Bisogna ricominciare daccapo. Occorre ricostruire presto e occorre ricostruire bene per evitare che alla prossima mareggiata ci si debba ritrovare allo stesso punto. Ecco perché in alcune aree la violenza delle onde ha sconvolto la morfologia dei luoghi e quindi non escludo che ci possa anche essere la necessità di rivedere la pianificazione urbanistica e quella delle infrastrutture principali». Musumeci ha poi sottolineato come i cicloni non siano più eventi isolati: «Dobbiamo imparare a convivere con il rischio. La prevenzione deve essere la nostra bussola».

DOPO IL MALTEMPO, IL MINISTRO MUSUMECI PARLA DI STATO DI EMERGENZA E NUOVA PIANIFICAZIONE

Dopo Musumeci si è recato sul lungomare di Melito Porto Salvo, in parte collassato per la mareggiata. «Domani a mezzogiorno – ha affermato – ho convocato i dirigenti dei dipartimenti. Oggi la competenza sulle coste è delle Regioni, ma credo che serva una pianificazione nazionale, ne parlerò col collega dell’Ambiente. Proprio laddove la costa è bassa, quindi non parliamo delle coste rocciose, dove c’è la sabbia, occorre ripensare agli interventi. In alcune aree le onde hanno divorato fino a 100-150 metri di spiaggia, il che significa lambire la tratta ferroviaria, il sedime ferroviario, inghiottire parte del lungomare. Bisogna ricominciare daccapo. Questo, come comprenderete, non è un intervento che si può risolvere in un mese, due mesi. Servirà molto più tempo proprio perché bisogna progettare bene e costruire meglio.

OCCHIUTO: «DIFESA DELLE COSTE SIA MATERIA NAZIONALE»

Il governatore Roberto Occhiuto, che in mattinata ha visitato anche Siderno e Caulonia, ha evidenziato come il sistema di allerta abbia evitato una tragedia: «Non ci sono vittime perché la prevenzione ha funzionato e le famiglie sono state evacuate in tempo».Tuttavia, il Presidente ha lanciato una sfida al Governo centrale: «Se il sistema di prevenzionenon avesse funzionato, oggi piangeremmo delle vittime».

«Sono andato a prendere in aeroporto il ministro – ha detto Occhiuto – ma prima sono passato da Siderno e Caulonia e ho visto che lì la linea d’onda ormai si è avvicinata pericolosamente al centro abitato e in molti casi si è avvicinata anche alla strada ferrata. E allora bisogna fare opere gigantesche di difesa delle coste che solo il governo nazionale può fare con risorse specifiche che servono a fare in modo che poi non si debbano fare queste ricognizioni dei danni. Le risorse spese nella prevenzione sono degli investimenti perché evitano di dover poi spendere risorse nella ricostruzione».

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IL MONITO CONTRO GLI ERRORI DEL PASSATO

«Ecco io vorrei che quello che è successo servisse a questo – ha concluso Occhiuto -. Vorrei che servisse anche in Calabria a convincersi che c’è necessità di trattare il suolo nel modo giusto, utilizzandolo per lo sviluppo ma non abusandone. Anche in questa provincia ho visto dei fiumi tombati e al posto dei fiumi sono state costruite delle strade e a bordo delle strade delle case. La natura non sa che laddove c’era un fiume ora ci sono strade e ci sono delle case. Quindi non si può più ragionare come si ragionava trenta, quaranta, cinquanta anni fa»

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