Sanità, firmato nuovo accordo integrativo con i medici di medicina generale. Nicolò: “Quasi 10 milioni in più”

  • Postato il 30 dicembre 2025
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  • Di Genova24
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Genova. Dopo 18 anni è stato rinnovato l’Accordo Integrativo Regionale con i Medici di Medicina Generale, che dà piena attuazione al Ruolo Unico di Assistenza Primaria (RUAP). L’intesa, frutto del confronto tra Regione Liguria e le organizzazioni sindacali di categoria (FIMMG, SMI, SNAMI), aggiorna il precedente accordo del 2006 e si inserisce nel percorso di implementazione del nuovo modello di assistenza territoriale, con l’obiettivo di rendere il Servizio Sanitario Regionale sempre più vicino ai cittadini e ai loro bisogni.

Con il nuovo accordo, Regione Liguria prevede un investimento economico aggiuntivo di circa 9,7 milioni di euro, destinato a potenziare l’assistenza territoriale attraverso azioni innovative nei livelli assistenziali della medicina generale, disciplinando anche le attività del medico del ruolo unico nelle Case della Comunità e rafforzando l’integrazione con l’insieme dei servizi sanitari territoriali. Particolare attenzione va alla zone disagiate, con un incremento del compenso aggiuntivo per assistito che passa da 4 euro a 8 euro e con un incremento della quota forfettaria annuale che passa da 4 mila 200 euro a 7 mila euro, mentre per le zone disagiatissime l’incremento passa da 5 euro a 8 euro per assistito, oltre a una quota forfettaria annua che va da 6 mila a 10 mila euro. Per chi lavorerà nelle case della comunità Hub e Spoke ci sarà invece un compenso orario aggiuntivo di 2,13 euro a fronte della partecipazione a progetti. Secondo il nuovo accordo il medico che opera all’interno dell’aggregazione funzionale territoriale percepirà un’indennità di AFT legata al raggiungimento di obiettivi, tra i quali screening oncologici.

L’accordo sostiene inoltre il lavoro in team dei medici, prevedendo forme organizzative evolute e modelli di integrazione professionale, come le Aggregazioni Funzionali Territoriali e le Case della Comunità. Queste misure contribuiscono a migliorare l’accessibilità ai servizi di assistenza primaria e a garantire una maggiore continuità assistenziale, anche attraverso l’ampliamento degli orari di apertura degli studi, con l’obiettivo di ridurre il ricorso improprio al Pronto Soccorso.

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“L’accordo firmato rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di rafforzamento della sanità territoriale ligure – sottolinea l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò –. Con il Ruolo Unico di Assistenza Primaria investiamo in un modello in grado di garantire maggiore continuità delle cure, una presa in carico più efficace dei pazienti, in particolare quelli cronici e fragili e un rapporto ancora più diretto tra cittadini e medici di medicina generale, con il loro inserimento nelle Case della Comunità, impegnati con un monte orario di 38 ore. Le Case della Comunità saranno quindi disponibili a pieno regime con i medici che non saranno soli ma saranno coadiuvati da personale infermieristico, si potranno fare esami del sangue e diagnostici, evitando accessi impropri al Pronto Soccorso. Questo accordo sarà anche un incentivo per aumentare il numero degli iscritti al corso per diventare medico di famiglia”.

“In Asl3 – spiega Isabella Cevasco, direttore Sociosanitario Asl3 – abbiamo messo a sistema un importante forcing per garantire un’assistenza territoriale continuativa e capillare. I numeri al momento confermano l’efficacia del programma: i 17 medici di medicina generale Ruap nelle otto Case di Comunità che in tre mesi, da ottobre a dicembre, hanno effettuato 610 visite; a questo va ad aggiungersi l’offerta delle festività, iniziata con il ponte dell’Immacolata e che nei sei distretti ha cubato 1.285 accessi totali con 955 visite mediche. L’offerta continua anche a Capodanno, nel week end e fino all’Epifania; ricordiamo che gli ambulatori sono in accesso diretto nelle sedi, giorni e orari indicati sul sito di Asl3, che viene aggiornato costantemente”.

L’intesa incentiva poi il miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva, anche in funzione della riduzione dei tempi di attesa, promuove il rafforzamento delle politiche vaccinali e riserva grande attenzione alla prevenzione. In questo ambito viene valorizzato il ruolo dei Medici di Medicina Generale nella promozione dell’adesione agli screening oncologici, favorendo diagnosi più precoci e riducendo l’impatto delle malattie sulla salute dei cittadini.

È un accordo regionale molto importante perché lo aspettavamo da tempo – spiega il segretario provinciale della Fimmg -. Con questo accordo si definiscono le modalità con cui i medici giovani, ma anche i meno giovani possono andare a svolgere attività all’interno delle Case della Comunità. Altra cosa importante, abbiamo traghettato la nostra medicina di gruppo, con segretari e infermieri, contando sull’attività diagnostica di primo livello. Voglio vedere questo accordo come un rilancio della medicina generale, diventando protagonista dell’attività del territorio e con tutta una serie di strumenti a disposizione per integrarsi col modello PNRR, rilanciando la nostra attività anche nell’ottica di renderla più appetibile per i giovani medici”.

Il Ruolo Unico di Assistenza Primaria (RUAP) è un modello organizzativo del Servizio Sanitario Nazionale che unifica le funzioni del medico di famiglia e del medico della continuità assistenziale (ex guardia medica). Definito da accordi Stato-Regioni, il modello integra le attività ambulatoriali, domiciliari e di continuità assistenziale, dando vita a un’unica figura professionale in grado di rispondere ai bisogni di salute dei cittadini lungo tutto l’arco della giornata.

Il commento del Pd: “Passo indietro”

“Quanto presentato oggi dalla Giunta è un accordo che sembra una brutta fotocopia di quanto sottoscritto nell’aprile 2024. In quell’occasione Toti e Gratarola proposero, per combattere le liste d’attesa e ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso, l’apertura dalle  8 alle 24 di uno studio medico per ogni distretto per la presa in carico dei pazienti con patologie a bassa complessità – scrivono in una nota stampa Davide Natale segretario PD Regione Liguria e Katia Piccardo responsabile sanità segreteria PD Liguria – Un ambulatorio che doveva prevedere la presenza di un infermiere, la garanzia che il medico avesse la possibilità di effettuare esami ematici, ECG, ecografie e elettrocardiogrammi e consentisse di accedere a consulenze specialistiche anche da remoto”.
“La proposta siglata e presentata oggi riduce gli ambulatori legando la presenza esclusivamente alle Case di Comunità e quindi non si parla più di un centro per distretto e si gioca sulle parole per fare apparire uguale opzioni diverse – scrivono i dem – Il “dovrà garantire al medico la possibilità di effettuare esami” diventa, nel nuovo documento, “la possibilità di garantire al medico”, oppure, l’Azienda “dovrà mettere a disposizione del medico un ecografo” diventa “di norma la possibilità di mettere a disposizione un ecografo”. Giri di parole che hanno due obiettivi: prendere in giro i cittadini e ridurre i servizi proposti.  Da oggi, ci sarà anche minore carenza di Medici di Medicina Generale, ma non perché ce ne sono di più in servizio ma perché il rapporto medico potenziale paziente passa da 1/1200 a 1 ogni 1350 abitanti.  Anche da questo accordo, pur registrando passi in avanti per alcuni punti che riguardano i medici, in particolare a tutela della maternità, per il servizio ai cittadini è un passo indietro rispetto a quanto previsto nemmeno un anno e mezzo fa. Come i gamberi questa giunta torna indietro e non rafforza la sanità territoriale con particolari lacune nelle aree decentrate. Noi continueremo a portare sui territori la nostra idea di sanità: capillare, attenta ai bisogni dei cittadini, del personale sanitario e dei lavoratori”.
Autore
Genova24

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