C’è una mostra fotografica che indaga le acque del Lago di Lugano
- Postato il 23 gennaio 2026
- Arte Contemporanea
- Di Artribune
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Stretta tra la riva del lago e le pendici del Monte San Salvatore, la cittadina svizzera di Paradiso rappresenta una delle zone più dinamiche della conurbazione di Lugano, grazie a un mix di sviluppo urbanistico, turismo e iniziative culturali che ne stanno ridefinendo l’identità. Negli ultimi anni Paradiso si sta ritagliando un ruolo anche nell’arte contemporanea grazie a iniziative private e istituzionali che l’hanno scelta come sede. Tra queste, una delle più significative è la De Pietri Artphilein Foundation. Nata dalla collezione e dall’impegno dei coniugi Gianfranco e Caterina De Pietri, si è affermata come punto di riferimento per la fotografia contemporanea e l’editoria d’arte. L’ultima mostra a essere ospitata nella sala principale, in cui prende vita il progetto Focus, si intitola Finestre, e l’autore è Cosimo Filippini (Lugano, 1979).
La mostra di Cosimo Filippini all’Artphilein Foundation
Si tratta di una serie di fotografie che inquadrano l’acqua del lago di Lugano in diverse ore del giorno e in diverse condizioni di luce, incorniciate e modulate come se aprissero proprio delle finestre sulle pareti del loft teatro della mostra. La serie diventa, quindi, una riflessione sul colore della luce attraverso il dispiegamento di una sorta di minimalismo impressionistico. Nei suoi riflessi, l’acqua assume diverse tinte in base al momento della giornata e alle condizioni atmosferiche. Come scrive Rossella Farinotti nel cahier stampato da Artphilein Editions: “La finestra è un simbolo […] per interiorizzare la realtà, un punto d’osservazione privilegiato davanti al quale le forme continuano a mutare.”
Le finestre di Cosimo Filippini
Che cos’è che viene inquadrato dall’obiettivo, delimitato entro la cornice della foto e circoscritto entro il telaio della finestra? Sono sguardi sull’acqua e sulla luce che l’acqua riflette, incorpora, attutisce, riverbera e filtra, un’osmosi di irradiazioni cromatiche che sembrano fluidificare lo spazio, sospenderlo in una sorta di liquefatta luminescenza. Ci troviamo a convogliare lo sguardo su superfici cromatiche vibranti, che irradiano l’attimo della loro cattura, come se l’acqua conservasse una grana di luce mineralizzata, oppure si dispiegasse come un tessuto cangiante.
Si arriva così a tracciare una sorta di cartografia, ricavando una scala colore che fissi delle coordinate cromatiche. Le immagini modulano lo spazio e lo aprono, lo frazionano in evocazioni cromatico-luminose che restituiscono le marezzature dell’acqua e le diverse coloriture atmosferiche e meteorologiche.
Tutte le potenzialità della fotografia secondo l’artista
Il principale intento dell’artista è quello di forzare il medium fotografico oltre la sua specificità di genere: orientandolo verso la pittura e la scultura, e anche, come in questo caso, convertendolo in installazione architettonica. Ne deriva tutto un gioco di sovrapposizioni, scarti e interscambi fra la cornice delle foto, il riquadro dell’obiettivo e il motivo della finestra. L’allestimento produce un cortocircuito fra il senso indistinto della lontananza e l’evidenza della prossimità, fra il vuoto e il pieno, fra assenza e presenza, fra astrazione concettuale e tangibile concretezza. Del resto, è proprio da una finestra con vista lago che lo stesso sguardo dell’artista si è proiettato dalla sua casa d’infanzia incontro all’oggetto della sua visione.
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L’allestimento della mostra alla De Pietri Artphilein Foundation
L’evocazione del motivo delle “finestre” che si susseguono sui muri è variata in diversi modi: aperture a luce unica e doppia, ma abbiamo anche un insieme di sei foto raggruppate in modo che lo stretto intervallo degli spazi vuoti tra di esse suggeriscano a loro volta il telaio di un’unica finestra, e ancora possiamo trovare due strette foto verticali, accostate e racchiuse da una cornice rettangolare, che vengono sovrastate da un’altra foto circoscritta in una lunetta, suggerendo così la forma di una finestra ad arco. Dire che questo è un progetto site-specific non rende compiutamente l’idea di un’installazione la cui “specificità” è anche una identità di luogo, perché il soggetto delle immagini riprese dall’obiettivo è lì a due passi, è come aprire delle finestre su un raddoppiamento del paesaggio che esiste all’esterno.
Le altre attività di Artphilein Foundation
L’attività della fondazione è estremamente variegata. Contando su una casa editrice (Artphilein Editions), una biblioteca pubblica e spazi espositivi come, oltre a Focus, La Piscina e Open Lab, la fondazione promuove mostre, pubblicazioni e progetti sitespecific. La sede di Paradiso ospita inoltre l’Artphilein Bookstore, specializzato in photobooks e editoria indipendente, che funge da hub per collezionisti, curatori e appassionati. Negli ultimi anni la programmazione ha incluso progetti inseriti nel calendario dello Swiss Photomonth e collaborazioni internazionali, confermando la vocazione della fondazione a connettere produzione editoriale e pratica espositiva contemporanea.
Alberto Mugnaini
Finistre. Cosimo Filippini
De Pietri Artphilein Foundation
Lugano, Paradiso, Svizzera
Fino al 31 gennaio 2026
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L’articolo "C’è una mostra fotografica che indaga le acque del Lago di Lugano " è apparso per la prima volta su Artribune®.